Il Tirreno

Livorno

Il maestro Mario Menicagli in prima mondiale con il sequel di “Cavalleria rusticana”

Francesca Suggi
Il maestro Mario Menicagli in prima mondiale con il sequel di “Cavalleria rusticana”

Il direttore del Goldoni in Sicilia al festival dei Teatri di Pietra «Sogno di far vivere le atmosfere del capolavoro di Mascagni»

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LIVORNO. Maestro concertatore e direttore d’orchestra. Vola direttamente a Catania per la sua “prima mondiale” Mario Menicagli: il 4 agosto tutti gli occhi, all’interno di quel prestigioso festival dei Teatri di Pietra, sono puntati sul direttore amministrativo del Teatro Goldoni di Livorno. Sì, perché il geniaccio del maestro livornese non finisce mai di stupire e sul palco siciliano, con lui, debutterà niente meno che “Dodici anni dopo”, Cavalleria’s sequel, atto unico su libretto di Lido Pacciardi e Mario Menicagli, liberamente ispirato al dramma di Giovanni Grasso del 1917, con musica di Menicagli. Il direttore porterà il nome della città di Livorno sul palco di un evento in prima mondiale con la sua opera, sequel di Cavalleria rusticana.

L’opera andrà in scena, manco a dirlo, dopo l’esecuzione di Cavalleria rusticana, in quella che normalmente è la collocazione storica di Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo. «Non conoscevo sinceramente l’esistenza di questa opera teatrale, scritta nel 1917 da un grandissimo attore e drammaturgo siciliano, Giovanni Grasso e, venutone a conoscenza da un direttore di un teatro palermitano, su sua spinta mi sono messo a realizzare questa opera pensandola come naturale prosecuzione di una rappresentazione di Cavalleria rusticana; anche la durata, circa 45 minuti, ne facilita in questo senso la realizzazione», racconta con orgoglio lui.

L’opera si ispira fedelmente al dramma di Giovanni Grasso e narra la vicenda dei protagonisti di Cavalleria rusticana proprio dodici anni dopo la tragedia. «In effetti troviamo tra i protagonisti Turidduzzu, il figlio di Santuzza e Turiddu, e in questo giorno Alfio esce dal carcere avendo finito di scontare la pena – spiega ancora – Con Lido Pacciardi, il grande poeta colligiano con cui ho realizzato il libretto, abbiamo inserito un nuovo personaggio, Pietro, innamorato non corrisposto di Santuzza. Mancava il tenore: mentre un altro protagonista è Zu Brasi, amico di Mamma Lucia che negli anni si è preso cura della famiglia».

All’interno dell’opera, di chiara ispirazione verista non mancano riferimenti all’opera mascagnana. «Assolutamente e volutamente no. C’è un intermezzo in fa maggiore, la preghiera, il brindisi, lo stornello di Lola. Ho cercato in ogni modo di far rivivere l’atmosfera del capolavoro mascagnano e, sinceramente, non essendo un compositore professionista, non avevo altra scelta». Il lavoro è stato lungo. È durato quasi due anni. «Ho trovato persone che mi hanno aiutato e spinto in questa avventura. Prima fra tutte l’indimenticata Maddalena Winspeare che con Giulia Perni e la casa editrice Sillabe ha sposato immediatamente l’idea. E poi Emanuele Barresi ha scritto l’incipit, un coro di bambini che, in siciliano, deridono Turidduzzu per la sua condizione di “bastardo».

La lista è lunga. Menicagli è un grande professionista, e come tutti i grandi, ha una profonda umiltà. «Poi devo moltissimo a Oliviero Lacagnina, uno straordinario musicista e amico, al quale ho sottoposto il mio lavoro dell’orchestrazione per una sua importantissima consulenza, così come per i cori ho avuto quella del maestro Marco Bargagna. La trascrizione finale per la messa in stampa è stata curata da Stefano Brondi che credo sinceramente sia uno dei più preparati a livello nazionale» Il Coro lirico siciliano che ha contattato Menicagli, ha organizzato il tutto all’interno del festival dei Teatri di Pietra. Le recite dell’opera saranno il 4 il 7 il 20 e il 27 agosto a Catania, Siracusa, Tindari e Taormina.

«A me – chiude – è affidata la direzione di “Dodici anni dopo” ma non quella di Cavalleria rusticana, mi alternerò all’interno della stessa serata. L’orchestra è la Sinfonica calabrese, formata in massima parte da strumentisti provenienti da enti lirici nazionali». —

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di Redazione web