Gioco
Esselunga alla conquista della Città rossa «Quasi un quarto di secolo per aprire»
Luogo-chiave sull’Aurelia dei supermercati per essere raggiungibile in pochi minuti. A meno che il traffico non vada in tilt
Mauro Zucchelli
Livorno. «È stata una battaglia, una dura battaglia. Ma ce l’abbiamo fatta». Giovanni Maggioni è l’ex vicepresidente di Esselunga che agli inizi del 2003 confermò al Tirreno l’acquisto dell’ex Fiat, un complesso immobiliare sul viale Petrarca in abbandono ormai da più di un decennio: da quando cioè la Fiat degli Agnelli, dopo aver conquistato posizioni sulla scacchiera (con quel gioiellino della Spica ridotto a fare anonime produzioni di massa, e poi l’ex Motofides e l’ex Whitehead), in pochissimi anni si era ritirata completamente da Livorno.
Lo sbarco di Esselunga sul viale Petrarca arriva da lontano, lontanissimo: il sindaco Luca Salvetti era da poco volto tv sugli schermi di TeleGranducato con Vezio Benetti. Roberto Giovanni Selva, responsabile marketing, ricorda che «nel 2003 abbiamo acquistato l’ex Fiat ma è dal ’97 che lavoravamo all’apertura di un nostro punto vendita a Livorno».
Prima ancora che arrivi l’attuale sindaco Salvetti è di scena il predecessore Filippo Nogarin insieme a una bella fetta della sua squadra M5s con cui ha governato Palazzo Civico (Alessandro Aurigi, Paola Baldari e Andrea Morini). Con tanto di foto di gruppo da postare sui social rivendicando la bontà della propria scelta «molto importante sotto tre aspetti: urbanistico, commerciale e occupazionale». Rischi di desertificare il commercio di quartiere a Colline o a Coteto? No, Nogarin è fiducioso nel «processo di integrazione con le botteghe di vicinato: la Coop di Levante non ha “ammazzato” quella a La Rosa, davanti a Esselunga c’è un Penny a 50 metri e Lidl a 500».
Ma, adesso che a Palazzo Civico la giunta M5s non è più e l’ha sostituita una amministrazione di centrosinistra, non immaginatevi che il gelo accolga ila delegazione guidata dal sindaco. Al contrario, è con gran cordialità che Marina Caprotti e il marito Francesco Moncada di Paternò, anch’egli in consiglio d’amministrazione, mostrano i vari tasselli del puzzle nel nuovo punto vendita con progetto architettonico dello studio milanese Fabio Nonis, piano viabilità a cura di Policreo Parma e la direzione lavori affidata allo studio Cec dell’ingegner Roberto Canessa. Obbiettivo: attestare il radicamento sul territorio attraverso l’occupazione (156 neoassunti su 191 addetti), l’attenzione ai prodotti locali e ai fornitori della nostra zona (135 quelli con “targa” toscana).
Magari fra qualche tempo faremo i conti con la trasformazione delle abitudini con la spesa a domicilio, ma intanto eccoci con un modello di supermercato che cambia un po’ i paradigmi, ad esempio nei percorsi interni. Siccome non c’è più la solita sfilza di scaffali in parallelo, ecco che lo spazio di vendita – lo confermano i dirigenti di Esselunga – è disseminato di “beacon”: è un sistema di analisi digitale che in forma del tutto anonima “legge” come si muove ciascun carrello così da capire se ci sono spazi troppo affollati o altri da recuperare perché ai margini degli itinerari interni, se i clienti preferiscono pochi acquisti “mordi e fuggi” o se c’è da collocare meglio il tal espositore, se è meglio ridisegnare il passaggio da un settore a un altro. È una porta aperta su nuove abitudini che verranno: altrove sono utilizzati anche per comunicare al singolo acquirente offerte personalizzate.
Il presente ora è questo gigante posizionato a due passi dall’ospedale e direttamente sul tratto urbano dell’Aurelia, il principale asse di scorrimento per attraversare Livorno da nord a sud: una collocazione in grado cioè di garantire in un quarto d’ora il tragitto dall’uscio di casa al carrello della spesa per un’area che vale il portafoglio di 50-60mila livornesi. È il motivo esatto per cui l’Aurelia è diventata l’ “autostrada dei supermercati”: di fronte alla Esselunga c’è un Penny, a meno di duecento metri un altro e poi Pam, Lidl e Eurospin, i due grossi poli Coop a poco più di due chilometri l’uno dall’altro.
Si conferma anche stavolta la straordinaria capacità tecnica del marchio della famiglia Caprotti di scovare localizzazioni che di per sé siano garanzia di successo: oltretutto per chi viene da nord la leggera curva in zona Grillo fa sì che l’orizzonte sia tutto occupato dal marchio di Esselunga, figuriamoci con la facciata retro-illuminata.
A dirla tutta, però la miglior collocazione sotto il profilo aziendale non è detto che sia la più appropriata anche dal punto di vista dell’interesse collettivo. Ad esempio, si pensi al traffico: ecco spuntare il tredicesimo semaforo in 3,7 chilometri di arteria; ecco calamitare un fiume di veicoli che potrebbe produrre ingorghi e code; ecco i divieti che azzerano per i residenti gli spazi di sosta tutt’attorno al supermercato (con l’effetto comico che, in una zona ad alta densità residenziale, ieri mattina le auto erano ovunque sui marciapiedi). Ad esempio, si pensi alla rete commerciale dei vicinissimi quartieri di Colline e Coteto: non mancano timori da parte delle piccole botteghe. «Ma abbiamo in programma di entrare in collaborazione con i centri commerciali naturali per fare qualcosa di utile a tutti», promettono dal quartier generale di Esselunga. —
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