Il Tirreno

Livorno

Stregati da Mascagni con l’estro di Placido La Fortezza incanta

Matteo Scardigli
Stregati da Mascagni con l’estro di Placido La Fortezza incanta

È il gran debutto della seconda edizione del festival in tandem con il talento di Gabriele Baldocci al pianoforte  

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Matteo Scardigli

livorno. «Grazie perché mi hai dato modo di tornare a Livorno, ne porterò un ricordo molto molto bello». Michele Placido interpreta “Mascagni e il mare” alla Fortezza Vecchia per una grande partenza della seconda edizione del Mascagni Festival del direttore artistico Marco Voleri. Le Variazioni del compositore livornese scritte ed eseguite al piano dal maestro di fama internazionale Gabriele Baldocci, le coreografie della danzatrice Daniela Maccari in omaggio a Lindsay Kemp, i monologhi originali della drammaturga Chiara Atalanta Ridolfi.

Gli umili inizi, i drammi familiari, l’ascesa e la gloria dell’immortale autore di Cavalleria Rusticana sono dipinti dai toni misurati di Placido con lunghe pennellate intrise di esperienza. E ciò che rimane è l’improvvisazione del Maestro.

“Mascagni e il mare” era stato concepito per lo scenario delle Secche della Meloria, poi il bollettino meteo ha costretto gli organizzatori a ripiegare sul piazzale mediceo di Fortezza Vecchia.

Un tempo si sarebbe detto che «c’erano solo posti in piedi», ma al tempo della Covid 19 bisogna star seduti; e quasi nessuna delle 400 sedie a disposizione era priva di uno spettatore rapito dalla scena. Né ha potuto la vita notturna del Porto impedire la rappresentazione: solo il consumato istrione ha benevolmente concesso al traghetto appena ormeggiato un intervallo fuori programma per sbarcare i turisti.

Mascagni e il mare, la sua vita e la sua arte raccontate da un’angolazione originale e suggestiva come il rapporto con lo specchio d’acqua della città in cui è nato e vissuto; specchio – citando Ridolfi – come può esserlo per Placido e per ognuno.

Nei tre brevi atti, Placido ripercorre la vita interiore del musicista, curiosamente e significativamente approssimata a quella dell’attore. Placido nasce a Cerignola, dove Pietro Mascagni compone Cavalleria, e le note a teatro in compagnia del padre si legano per sempre alla campagna assolata della sua infanzia. E – lo sottolinea lo stesso Maestro – nel corso della serata inaugurale di domenica i volti dell’attore e del compositore quasi tendono ad assomigliarsi. Mascagni e il mare nasconde anche una chiave di profonda attualità, soprattutto per chi vive d’arte. Un futuro incerto, la necessità di abbandonare – forse per sempre – la propria città, il rifiuto della società nei confronti di una famiglia non tradizionale (Argenide Marcellina Carbognani rimase incinta del primogenito della coppia prima del matrimonio).

L’eterno scontro fra modernità e tradizione premierà il compositore, il cui nome resterà legato per sempre al mondo di quel cinema che pochi anni dopo sarebbe asceso al trono della Settima Arte. Mascagni compose la Rapsodia satanica per l’omonimo film di Nino Oxilia del 1917, poi Francis Ford Coppola e Nino Rota fecero di Cavalleria elemento indissolubile da “Il Padrino”, così come Martin Scorsese ne fece la «vera colonna sonora» di Toro Scatenato.

E Placido, che prima della rappresentazione aveva cenato con l’amico Paolo Virzì, la moglie Micaela Ramazzotti e i due figli della coppia, dopo gli inchini di rito ha voluto sul palco «la promessa del cinema italiano», la 22enne attrice livornese Rachele Luschi che ha recitato per lui nel film “L’ombra di Caravaggio” di prossima uscita nelle sale.

«Un momento super emozionante in compagnia di una persona meravigliosa», confessa al Tirreno l’attrice, impegnata in una serie di provini che ora potranno godere della benedizione del Maestro. —

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