Il Tirreno

Livorno

Lavora per una ditta di pulizie 

Operaia si amputa una falange nell’impianto Eni a Stagno

L.B.
Operaia si amputa una falange nell’impianto Eni a Stagno

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collesalvetti. Incidente sul lavoro ieri mattina, prima delle 8, per un’addetta alle pulizie che lavora nella multi-servizi che gestisce le attività di pulizia appunto all’interno della raffineria Eni di Stagno. La donna, una 56enne livornese, si è amputata una falange del dito. Subito è partito l’allarme dei colleghi con l’operaia che è stata soccorsa dalla Svs di Livorno con l’ambulanza con a bordo il medico ed è stata portata al pronto soccorso per le cure del caso.

Le sue condizioni non sarebbero gravi, anche se si è reso necessario nel corso della giornata un intervento chirurgico al dito interessato dall’infortunio. Da una prima ricostruzione, la donna si sarebbe ferita chiudendo una porta “tagliafuoco” durante l’orario di lavoro, nella prima mattinata di lunedì. La persona coinvolta sarebbe nella multiservizi che ha l’appalto per la gestione della pulizia della struttura da un anno all’incirca.

E a poche ore dall’infortunio è Flaviano Bardocci (referente della Filcams Cgil) che prova a fare il punto sul capitolo sicurezza sul mondo del lavoro alla vigilia quasi, annuncia, di un vertice proprio con l’azienda. «Per il momento, da quel che sappiamo, sembrerebbe un fatto accidentale. Bisogna capire se l’organizzazione del lavoro può aver inciso in qualche modo anche indirettamente», tiene a mettere in evidenza Bardocci nel corso della mattinata, dopo aver appreso la notizia dell’infortunio nello stabile.

Il sindacalista aggiunge: «Quel che è certo è che bisogna sempre promuovere la cultura della sicurezza e dire basta all’uso massiccio dell’interinale, limitandolo allo stretto necessario, per non dire di eliminarlo perché porta a una ulteriore precarizzazione del lavoro e delle sue condizioni nel quotidiano. Tra pochi giorni avremo un incontro con l’azienda perché, al di là della fattispecie odierna, il lavoro interinale dev’essere limitato il più possibile e l’attenzione va sempre mantenuta alta, soprattutto in questo periodo. La cultura della sicurezza deve accompagnare tutti i lavoratori dal momento in cui escono di casa finché non fanno ritorno», chiosa Bardocci. —

L.B.

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