Gioco
Basta divieti, qui si scrive in libertà ecco la Livorno che parla con i muri
Dalla nuova parete legale inaugurata in via Goito ai murales più o meno nascosti in città: il viaggio
Rosanna Harper
LIVORNO. Millo, Ligama, Lucamaleonte, Restivo, ObloCreature e, il primo di tutti, Zeb. Sono tanti i nomi degli artisti, degli street artist e graffitari, che, negli ultimi anni, ma già in passato come nel caso di Zeb, hanno portato le loro opere, le loro scritte, sulle pareti e sui muri di Livorno. La Livorno che scrive sui muri ha, finalmente, trova la sua casa, il luogo in cui poter comunicare attraverso le immagini e le parole, i colori e le forme.
Sabato mattina, e per tutto il giorno, ha preso forma, negli spazi del parco che si trova lungo via Goito, in prossimità del circolo del Tennis, una iniziativa che, come in molte altre città italiane, permette agli artisti di comunicare, dipingendo direttamente su muro: la parete legale. «Oggi – spiega Ilaria Tamalio, 34 anni, presidente dell’associazione Murali – abbiamo inaugurato la prima parete legale di Livorno, una cosa che esiste in altre parti d’Italia. Mancava, in città, uno spazio dedicato al graffitismo, dove gli artisti, chiunque voglia, possa esprimersi legalmente, senza essere fermato».
La parete legale, spiega Tamalio, è una parete che ruota, ovvero una parete su cui gli artisti, in maniera ciclica, possono dipingere sopra ciò che è già stato fatto. Una parete aperta a tutti. «Una parete che permette agli artisti di avere uno spazio – aggiunge Tamalio, laureata in storia dell’arte e specializzata in arte urbana – ma anche di migliorarsi. La parete potrebbe aprirsi a eventuali progetti con le scuole, con gli indirizzi artistico di Cecioni e Colombo ad esempio».
Lungo la parete verrà collocata una targa. «Si potrà venire a dipingere qui – riprende – nei limiti della legalità, non sono ammessi contenuti razzisti ad esempio. Si può venire quando si vuole, senza chiedere il permesso. Si tratta di uno spazio permanente. Il nostro obiettivo è quello di aumentare il numero di pareti legali, nei quartieri periferici». Sulla parete di via Goito, appartenente a privati che hanno concesso l’autorizzazione a procedere, e in collaborazione con il Comune, è stato realizzato un primo murale a tema marino. A descriverlo è Kevin Cattivelli che, insieme Mr. P.Ink e Vik7, lo hanno realizzato. «Si tratta di una murata – spiega Cattivelli, 33 anni di Brescia, nella vita psicologo e psicoterapeuta – a tema marino: al centro c’è il disegno di un polpo, mentre ai due lati ci sono due veri e propri graffiti. Si tratta della prima murata legale a Livorno e abbiamo scelto questo soggetto, pensando di incontrare i gusti dei livornesi».
Tra i vari murale promossi da Murali c’è l’opera “Time is runnig backwards” realizzata dallo street artisti Millo in via San Carlo: un murale, spiega Tamalio, nato con l’idea di omaggiare il cinema Odeon, uno dei più grandi cinema in città con due ragazzi che si baciano al cinema, su cui compare il nome del cinema stesso “La vita è bella”.
Ultimamente, sempre promosso da Murali, è stato inaugurato un altro murale, in via Cecconi, ad opera dell’artista Lucamaleonte, che si intitola “Catalogo”: il murale riproduce uccelli che vivono nell’ambiente urbano, un messaggio di salvaguardia della biodiversità. Ma sono tanti altri i murales e i graffiti che si trovano in città. Basti pensare a Zeb, alle sue pungenti scritte. “È ventidue anni ‘he mi sembra di parlà co’ muri”, scriveva Zeb. «Zeb – spiega Viola Barbara del collettivo Uovo alla Pop – è il primo street artist livornese. Zeb molto amato perché stupiva con le sue frasi intelligenti, una persona indimenticabile. Ogni volta che parliamo di scritte sui muri non c’è confronto con l’ironia di Zeb: è immortale e, essendo sparito, resta una figura mitica che ha cambiato il modo di scrivere sui muri». Diversi i murales promossi dalle artiste di Uovo alla Pop: la “Non Gioconda” di Valentina Restivo in via delle Lastre, le rappresentazioni di Ligama “Fiore di Glicine” sugli scali delle Pietre, omaggio alla Leggi Livornine e in via Pompilia, “Quando manca l’aria”, opera dedicata a Jeanne Hébuterne, compagna di Modì. Ancora: l’opera “Mart e il mare” di Mart in via San Jacopo in Acquaviva; “Pesce di Libertà”, di Libertà sul tetto del Mercato del Pesce; “Diana” di Giò Pistone sulle pareti della rsa Bastia Passaponti; “Pesce Specifico” di Oblo Creature in via delle Macchie. Ultimo progetto promosso da Uovo alla Pop è “Olimpiadi di Mare”, murale realizzato da Oblo Creature: 24 metri di muro del centro del Prato, gestito dal Comitato unitario handicap sul viale Carducci. «I murales – conclude Barbara – possono arricchire la città in varie forme. L’intento è quello di riqualificazione cercando di unire la bellezza dei disegni a diversi temi, come quello del sociale». —
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