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In centiania al corteo no-Green pass a Livorno, ma non c'è l'autorizzazione: identificati in dieci

In centiania al corteo no-Green pass a Livorno, ma non c'è l'autorizzazione: identificati in dieci

La nostra città fra le 80 in cui si è svolta la mobilitazione La manifestazione ha sfilato per le vie del centro scandendo slogan

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LIVORNO. Così come in un’ottantina di città dalle Alpi al profondo Sud anche Livorno ieri è stata attraversata dalla protesta contro il Green Pass ribattezzato “passaporto schiavitù”: gli organizzatori della mobilitazione che si è diffusa di città in città a suon di post sui social. A Livorno un folto gruppo si è ritrovato in piazza del Municipio: così come in varie altre zone del Paese, l’appuntamento era per le 17,30. Però, secondo quanto riferito dalla questura, la manifestazione non era autorizzata. Risulta che la Digos abbia identificato dieci partecipanti mentre la polizia scientifica è al lavoro per la successiva individuazione di altre persone. Il gruppo dei partecipanti si è man mano ingrossato: l’adesione può essere valutabile in varie centinaia di persone, in parte con la mascherina ma molti senza.

Il tam tam ha girato soprattutto su Telegram: si è concentrato principalmente sul canale “Basta dittatura” (ma non mancano anche varianti che insistono comunque sulla definizione di “dittatura” per i provvedimenti sanitari che servono a cercare di contenere il contagio del Covid). Su Facebook è stato spesso replicando un manifesto rosso in cui sono state indicate le quattro ragioni-chiave dell’iniziativa: 1) «contro il passaporto schiavitù»; 2) «contro gli obblighi vaccinali»; 3) «contro la truffa Covid»; 4) «contro la dittatura instaurata». Niente firme o sigle: solo il nome della città e il luogo di ritrovo.

A un certo punto, dopo alcuni momenti di tensione, i partecipanti si sono man mano incamminati nella galleria sotto l’ex cinema Grande, sono sbucati davanti al duomo percorrendo poi i portici di via Grande in direzione di piazza della Repubblica. Poi, all’altezza dell’ex Palazzo del Picchetto, il serpentone dei partecipanti ha paralizzato il traffico attraversando la strada e tornando verso piazza Grande passando sotto i portici sul lato opposto della via. Successivamente i manifestanti si sono spinti alle spalle del duomo e poi via Cairoli, piazza Cavour, via Ricasoli e via dicendo. Spesso scandendo in modo ritmato le parole d’ordine della mobilitazione: «No Green Pass» e «Libertà libertà». Oltre ad alcuni tricolori, campeggiava uno striscione sul quale era scritto “Siamo nati liberi e rimarremo tali: sì libertà no Green Pass”.

Ad ascoltare le ragioni di alcuni fra i partecipanti emerge che nel corteo era presenti molti “no vax”, contrari all’idea stessa della vaccinazione anti-Covid, ma anche settori di “free vax”, cioè ostili non ai vaccini in sé bensì all’obbligatorietà del Green Pass, vista come una misura che di fatto impone l’obbligo della vaccinazione.

Intanto, sempre via social ha preso a girare un’altra mobilitazione: è anch’essa contro l’obbligo di Green Pass e dietro un simbolo tricolore indica il motto “Liberi di scegliere”. È un sit-in previsto per mercoledì alle 20 davanti al Comune. —

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