Gioco
Una vita da norcini a Livorno, dopo 46 anni Moreno e Silvana vanno in pensione
Una storia d’amore e di lavoro: sabato 24 luglio è stato l’ultimo giorno della storica bottega di via Garibaldi. «Siete stati fantastici»
LIVORNO. «Nell’ultimo tratto della via Garibaldi, dove confluisce nell’omonima piazza di Barriera Garibaldi, c’è da ormai quarant’anni, la norcineria di Moreno e Silvana. E chi non li conosce? Chi non ha assaporato la qualità dei loro prodotti? Le “sfiziose” leccornie preparate da Moreno e servite dalla gentilezza e dal sorriso di Silvana? E’ un po’ difficile immaginare questa parte del nostro quartiere senza di loro». Beniamina è una delle tante clienti che vogliono regalare una parola di saluto a Moreno e Silvana Tamberi, inossidabile coppia, che dopo una vita trascorsa dietro il bancone del negozio a lavorare, ha deciso che è giunta l’ora di abbassare definitivamente la serranda, per affrontare insieme un’altra bella fase della vita. Oggi sarà l’ultimo giorno.
«Ben presto – riprende – dovremo abituarci alla loro assenza, perché chiuderanno l’attività e con essa se ne andrà un pezzetto di vitalità della nostra zona. Che dire? Non si può nascondere un velo di dispiacere, ma ora vorrei che prevalesse un grande grazie per come avete vissuto il vostro lavoro sempre con entusiasmo, correttezza e tanta disponibilità ad accogliere e ‘servire’, nel senso più vero e bello del termine, chiunque si affacciasse alla porta del vostro negozio. Godetevi un po’ di meritato riposo e buon lavoro a fare i nonni».
Quella di Moreno e Silvana Tamberi è una storia d’amore che va braccetto con quella lavorativa. Avviano l’attività il primo settembre del 1975, al numero civico 366. Silvana viene dall’Umbria e porta con se una notevole tradizione nel campo della norcineria, mentre Moreno è abituato fin da piccolo a lavorare col maiale.
La strada è dunque segnata. La strada che porta ad un viaggio ininterrotto, bello, ricco di soddisfazioni, che dura ben 46 anni. Nel 1977 il matrimonio, nel 1978 la nascita di Cinzia l’unica figlia, che cresce tra le pareti dell’esercizio commerciale. Proprio Cinzia, insieme ad altri parenti, ha convinto i genitori a fermarsi nei tempi giusti per godere di quello che definisce il “secondo tempo della vita”.
Adesso c’è una nipotina, Agnese, di 5 anni da accudire, e quello è l’impegno più bello che ci sia. Ma i ricordi scorrono come un fiume in piena, specie quelli relativi ai vari anniversari: ad esempio i 25 anni di attività, festeggiati in grande stile, tra fiori e messaggi dei clienti. Purtroppo la famiglia Tamberi non è riuscita a trovare nessuno che fosse in grado di rilevare l’attività. «Un mestiere difficile, impegnativo, serve preparazione» dice la figlia. E allora tra lacrime e memorie sabato le luci si spegneranno, per sempre.
«Un grazie di cuore – scrive Serena, un'altra affezionata cliente – perché con il sorriso, la disponibilità e la gentilezza avete dato un valore aggiunto alla vostra bottega e a un mondo che va in direzione opposta rispetto a queste qualità. Siete stati dei “norcini” fantastici con prodotti fenomenali come le "caramelle", stringhette piccanti, e le vostre melanzanine sotto pesto, che “come le fa Moreno non le fa nessuno”. Tante volte acquistando nella vostra bottega mi sono ritrovata nella spesa messaggini di saluti. Fogliettini di carta che custodisco preziosamente: essere gentili, non è da tutti. E voi lo siete e per me, poi siete anche molto altro di tanto importante e profondo, ma questo già lo sapete. Godetevi questa meritata pensione e che la vita possa sempre regalarvi gioie a non finire».
Messaggi che, da soli, basterebbero ad indicare l’affetto della gente. «Dopo tanti anni – conclude la figlia – possiamo dire che siamo diventati una grande famiglia, con tutti coloro che sono venuti a comprare da noi, ai quali abbiamo voluto molto bene e siamo stati ricambiati. L’affetto di queste ore ne è la conferma». Oltre a Cinzia , la nipote Agnese , il genero Valerio, si uniscono al saluto anche gli amici Gabriele Cossu , Elena Mazzoncini , Valeria Landi. Il ciclo impegnativo è finito, adesso comincia la festa. —
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