Il Tirreno

Livorno

Alessandro, Ornella e le patate farcite diventano itineranti e da Livorno girano l’Italia

Rosanna Harper
Alessandro, Ornella e le patate farcite diventano itineranti e da Livorno girano l’Italia

Polpo, chianina, vegetariana: a bordo di un furgone verde la coppia livornese si è inventata un nuovo lavoro

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LIVORNO. Un furgone verde mente attrezzato a cucina, con un forno in stile vittoriano, che offre attimi di piacere da gustare. Si chiama “Tati e Patate dai Biga” lo street food itinerante gestito da Alessandro Bigazzi e da Ornella Rappazzo. La coppia, sposata dal 2019, dopo 10 anni di vita condivisa, hanno deciso, 15 giorni prima del matrimonio, di dare il via ad una attività che si basa sulla vendita di una pietanza tipicamente inglese, le jacket potatoes. Una decisione, quella di avviare un nuovo lavoro, particolarmente sentita da Alessandro, 50 anni di Livorno, e da Ornella, 48 di origine siciliana, che ha portato entrambi ad abbandonare le rispettive attività, che da anni conducevano a tempo indeterminato, in due diversi negozi cittadini, lui nel settore della telefonia, lei nel settore dell’abbigliamento.

«Il 25 aprile del 2019 – racconta Alessandro – quindi giorni prima di sposarci, siamo partiti con la nostra attività. È stata una partenza di fuoco: eravamo a Castiglioncello, all’interno di un festival che si tiene tutti gli anni intorno al primo maggio, ci siamo trovati a fronteggiare una fila di persone che non ci aspettavamo di vedere. Non avevamo troppe aspettative per la prima uscita e, invece, abbiamo avuto molti clienti«.

Alessandro e Ornella raccontano come sono approdati nel settore dello street food. «L’idea – spiega Rappazzo – nasce dalla passione per la cucina che, piano piano, ho trasmesso ad Alessandro, ma anche dalla voglia di fare qualcosa di nuovo nello street food, che è un settore molto dinamico, creare qualcosa di nostro, cercando di restituire al cliente un prodotto non inflazionato che si distaccasse da quello che è il solito hamburger e così ci siamo appassionati e poi lanciati verso le jacket potatoes: un piatto appartenete alla tradizione anglosassone».

Diverse sono le patate farcite proposte da Alessandro e Ornella, e ciascuna porta il nome delle persone alle quali la coppia si è ispirata per la preparazione. Ad esempio c’è la patata Sandra che è una patata vegetariana farcita con la caciotta toscana, le verdure grigliate e lo yogurt; la patata Lalla che racchiude la salsiccia toscana, le zucchine grigliate, la caciotta toscana e le cipolle caramellate; la patata tentacolare farcita con polpo grigliato, cipolla caramellata, insalata verde e glassa di aceto balsamico; la patata Beppe (che prende il nome del papà di Alessandro) che include la dolcezza delle zucchine grigliate, la caciotta, pomodorini secchi, pinoli tostati e la freschezza di una salsina piccante.

«La farcitura che ci viene più richiesta – sottolinea Bigazzi – è quella che ha preso il nome dell’attività, Tati: carne Chianina, bacon croccante, cipolla caramellata, salsa barbecue, cheddar. Un hamburger racchiuso in una patata».

Dieci ricette in tutto quelle proposte dalla coppia, tutte senza glutine, inclusa una ricetta patata speciale bimbi con caciotta e wurstel.

«Ci spostiamo – raccontano ancora – con un rimorchio attrezzato a cucina, abbiamo girato mezza Italia. Cercavamo un mezzo un po’ vintage che rispecchiasse la nostra semplicità, abbiamo comprato un forno in stile vittoriano che abbiamo fatto arrivare dall’Inghilterra: è come vedere una cucina di casa. Importante per noi è il rispetto delle norme, cosa verso cui siamo molto scrupolosi, infatti vogliamo offrire al cliente qualcosa di genuino, di pulito, con cui vorremmo trasmettere i nostri valori". Con il rimorchio Alessandro e Ornella girano gran parte dell’Italia, da Roma in su, ma l’idea è quella di toccare tutto lo stivale. Dopo la partenza dell’attività nel 2019, la coppia ha affrontato lo stop dovuto all’emergenza legata al Covid. Un momento non facile per loro che, tuttavia, è riuscita ad affrontare al meglio grazie al delivery, con la consegna a domicilio.

«La nostra speranza – concludono – è quella di crescere, di lasciare la nostra impronta, a noi importa che il cliente rimanga soddisfatto e, considerando la risposta delle persone, possiamo ritenerci molto soddisfattì».
 

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