Il Tirreno

Livorno

il segretario livornese del pd 

Mirabelli: «Sul caso Gkn utile la nostra esperienza Servono aree industriali»

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LIVORNO. «La notizia della chiusura dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio ci pone drammaticamente davanti alla realtà. La crisi economica indotta dall’emergenza sanitaria comporterà ristrutturazioni e trasformazioni nel campo industriale con effetti sull’occupazione. Effetti mitigati, finora, con gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti. La vertenza Gkn ci ricorda ferite ancora non rimarginate come: Inalfa, Delphi, Trw, Mtm-Brc. Nella ricostruzione della storia recente di Gkn, attraverso le inchieste giornalistiche, si possono ritrovare i segnali di un declino del sito produttivo. In particolare, colpisce la scelta della multinazionale di trasferire le produzioni per le case automobilistiche tedesche in Germania».

A scriverlo è il segretario del Partito democratico livornese, Federico Mirabelli. «Nei fatti la Gkn era divenuta mono cliente Fiat/Fca come Trw e Delphi. Guardando alla nostra esperienza è fondamentale per quella comunità avere nelle proprie disponibilità le aree industriali. Senza queste ultime non vi potrà essere un processo di reindustrializzazione. Anche su questo fronte le multinazionali, quando chiudono, giocano un ruolo negativo impedendo nei fatti una ripresa della produzione con altri soggetti produttivi anche del settore. Spengono in sostanza lo stabilimento, con le sue professionalità, per non dare spazi alla possibile concorrenza – continua Mirabelli – Su questa criticità a mio parere dovrebbero intervenire istituzioni locali e Governo. Si pone dunque il tema di come possiamo affrontare le situazioni di crisi. Nell’emergenza è fondamentale avere gli ammortizzatori sociali, che abbiamo ampiamente utilizzato nell’ultimo anno. L’avviso comune firmato sul blocco dei licenziamenti purtroppo ha dimostrato la sua inefficacia poiché non è cogente e distante dalle logiche di una multinazionale. La possibilità di introdurre delle penali davanti a chiusure deve essere invece studiata bene. Non dobbiamo sottovalutare che le multinazionali mettono a budget i costi sociali delle chiusure. Possiamo dunque affrontare queste crisi solo con i provvedimenti di emergenza? Credo di no. La politica e le istituzioni, su questo fronte, dovrebbero mettere in campo uno sforzo maggiore. Dobbiamo conoscere le dinamiche industriali e prevenire le situazioni di crisi».

Insieme a questo «dovremo porci il tema riguardante il futuro industriale del nostro Paese – conclude il segretario del Pd labronico – L’industria ha ancora un ruolo determinante per lo sviluppo del Paese? Quali settori riteniamo strategici? Qual è il ruolo del pubblico e quali politiche industriali? Quali investitori e quale rapporto vogliamo costruire con le multinazionali che negli anni sono subentrate a seguito delle dismissioni delle partecipate pubbliche o di successive ristrutturazioni? Come si prevengono le crisi come quella della Gkn? Quale potrà essere il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori con le loro organizzazioni sindacali? A queste domande quali risposte può e deve dare il Governo? Ora più che mai, alla luce dei cambiamenti, che questa pandemia ci consegnerà». —

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