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Livorno

follia a ponsacco 

Imprenditore massacrato di botte nel night club

Pietro Barghigiani
Imprenditore massacrato di botte nel night club

Il livornese Valter Giampaoli preso a bastonate da una decina di clienti: «Ho usato lo spray, mi avrebbero ammazzato»

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Pietro Barghigiani

PONSACCO. «Mi sono salvato grazie allo spray al peperoncino. Se non lo avessi usato per allontanarli mi avrebbero ammazzato». Aggredito e preso a bastonate nel suo locale, il Pigalle in via Mattei a Ponsacco, Valter Giampaoli è uscito dall’ospedale dove i medici hanno stilato una prognosi di 15 giorni per trauma cranico e la rottura del setto nasale.

«Per fortuna non è storto», commenta amaro l’imprenditore che domenica notte è stato assalito da un gruppo di avventori esagitati chiamati a raccolta da un cliente a cui era stato rifiutato un bicchiere e la bottiglia di vetro per bere una birra. Livornese e residente a Casciana Terme Lari, 61 anni, Giampaoli racconta quei minuti di violenza di cui non è stato l’unico bersaglio. Anche la moglie, Yulia Kurochkina, colpita da un pugno, si è fatta medicare.

Per lei dieci giorni di referto e il collare per i dolori alla cervicale. Aggredito anche il buttafuori del night. «Hanno fatto irruzione in gruppo dopo che al banco avevamo rifiutato una bottiglia di vetro a un cliente – ricorda Giampaoli – Non usiamo il vetro per una questione di sicurezza. Gli abbiamo dato un bicchiere di carta e lui ha rovesciato la birra sul pavimento. Era evidente l’atteggiamento provocatorio. L’addetto alla sicurezza ha provato a calmarlo, ma il cliente, che tra l’altro conosco come la gran parte degli altri arrivati dopo, come risposta ha dato un cazzotto a mia moglie che fa la cassiera».

È stato il gong che ha dato il via alla reazione di Giampaoli e del personale della sicurezza degenerata poi in spedizione punitiva da parte di diversi residenti nel Palazzo Rosa di via Rospicciano.

«Dopo essere andato via quel tipo è tornato con altra gente, dentro saranno stati una decina – prosegue Giampaoli –. Sono entrati con mazze e bastoni e hanno iniziato a spaccare tutto. Mi hanno colpito in testa e sul naso. A quel punto ho tirato fuori lo spray al peperoncino e mi sono difeso. Li ho messi in fuga, altrimenti mi avrebbero massacrato». Nell’assalto gli aggressori si sono rivelati non solo violenti, anche minacciosi. «Sappiamo dove abitate e conosciamo tuo figlio, lo ammazziamo», hanno urlato all’imprenditore in balìa della banda scatenata contro di lui, sua moglie e gli arredi.

Una manciata di minuti di follia. Poi l’arrivo dei carabinieri e delle ambulanze. Gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori della rappresaglia. Un paio i nomi su cui sono in corso gli accertamenti. L’ipotesi è lesioni aggravate in concorso. «Quello che non sarà procedibile d’ufficio lo inseriremo noi in querela – aggiunge l’avvocato Claudia Citi Marley che assiste Giampaoli –. Non è più tollerabile una situazione del genere a Ponsacco». Ieri il night ha lavorato come sempre. «Andiamo avanti – afferma il titolare – Non possiamo perdere giornate di lavoro. Ma dalle istituzioni devono arrivare risposte certe contro questi episodi». —

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di Redazione web