Sicurezza
Prima e dopo il Covid resta una giungla tra permessi e divieti
livorno. Ci sono comuni in cui, per il decoro, è stato proibito girare con il costume in città e luoghi che hanno bandito il fumo in spiaggia. Dall’inizio della pandemia, poi, con i divieti abbiamo imparato a fare i conti quotidianamente. Anche in collegamento con gli sport.
Per garantire il rispetto delle distanze, per esempio, è stato introdotto il divieto di giocare a pallone in spiaggia. Attività che, comunque, anche prima del Covid creava attriti tra chi giocava e chi si trovava il pallone lanciato a due passi dall’asciugamano, quando non in testa. Gli stessi attriti che quasi regolarmente si creano tra chi, per fare un esempio, ama trascorrere serate in musica nelle piazze o per le vie e chi si lamenta perché la musica troppo alta impedisce di dormire. Dunque richiede l’intervento della polizia municipale.
Anche nel caso degli skaters, sotto un certo punto di vista, esiste una questione di equilibrio tra l’attività di chi si diverte sulle rampe e la tranquillità di chi frequenta la terrazza dei Tre Ponti per altri motivi. Che si affianca, anche in questo caso, a norme , divieti e buon senso. —
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