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Livorno

Proteste alla Bertani, Usb contro la Cgil: «Sbagliato firmare l’accordo»

Le proteste alla Bertani
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Le proteste alla Bertani

Livorno: polemiche fra i due sindacati anche dopo il reintegro di uno degli operai sospesi. L'Unione sindacale di base: "Non si è neanche parlato degli altri due lavoratori"

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LIVORNO. «Alla Bertani abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di come, senza un’organizzazione sindacale veramente indipendente, gli interessi dei lavoratori vengono puntualmente messi in secondo piano privilegiando la strada della concertazione che tanti danni ha fatto nel recente passato».

A scriverlo è il sindacato Usb, che evidenzia come lo sciopero fosse stato proclamato «dopo un’assemblea sui piazzali svoltasi la scorsa settimana. Il mandato era semplice e chiaro. Dopo la terza interdizione di un lavoratore in pochi mesi si apriva lo stato di agitazione per ottenere il reintegro di tutti e tre i dipendenti e mettere in discussione una volta per tutte il meccanismo, appunto, dell’interdizione. Dopo tre giorni di sciopero e serrata, ai primi evidenti cedimenti da parte della Bertani e dopo l’intervento della prefettura, la Cgil rompendo l’unità sindacale ha firmato un accordo, senza alcun mandato da parte dell’assemblea. Un accordo che non prevede alcun reintegro».

Dei primi due lavoratori «non si è neanche parlato», spiegano dall’Unione sindacale di base. «Il pretesto è sempre lo stesso, c’è una causa in corso e quindi ormai decide il giudice – prosegue la sigla – Quanti esempi potremmo portare di recenti vertenze vinte nonostante vi fossero cause in corso? Un accordo di reintegro si può trovare in qualsiasi momento. Per il terzo lavoratore resta un’interdizione di nove mesi, tale e quale il periodo “classico” previsto da Bertani in altri casi». —

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