Il Tirreno

Livorno

Rubano le teche con le maglie di Morosini dopo aver devastato il bar dello stadio - Foto

Stefano Taglione
La vetrata distrutta del bar
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La vetrata distrutta del bar

Livorno: sparite dagli uffici dell'Armando Picchi due delle divise del calciatore morto il 14 aprile del 2012. Sono quelle dell’Atalanta e del Bologna

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LIVORNO. Si sono arrampicati sui ponteggi e sono entrati nello stadio in piena notte. Rubando due delle sei maglie di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto a 25 anni per un arresto cardiaco in campo il 14 aprile del 2012, quasi dieci anni fa. Erano incorniciate e appese nelle teche, per essere ammirate da tutti, nell’ufficio di presidenza dell’Armando Picchi. In suo onore: perché la memoria non morirà mai.

È una profanazione quella avvenuta nell’impianto sportivo comunale nella notte fra mercoledì 14 e giovedì 15 luglio. Perché i ladri sono scappati con la storia amaranto, con le maglie – quelle dell’Atalanta e del Bologna, due delle squadre di calcio nelle quali ha giocato il centrocampista bergamasco fra il 2004 e il 2006, prima di approdare al Livorno – conservate in sua memoria nel luogo teoricamente più sicuro dello stadio, la cui porta è stata forzata e spalancata.

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I malviventi, nel loro sopralluogo notturno, hanno anche distrutto la vetrata del bar sotto la tribuna, il piccolo locale chiuso da un anno e mezzo a causa dell’emergenza coronavirus, che ha allontanato le persone dagli spalti. Hanno preso a calci il vetro fino a sfondarlo, aprendosi un varco di circa mezzo metro. E rischiando di tagliarsi. Per non racimolare naturalmente niente, dato che lì i soldi non si vedono dal marzo del 2020, da quando il calcio si è blindato agli spettatori a causa della pandemia da Covid-19. Dentro c’erano solo un tavolo e uno sgabello di legno. Poi un ammasso di rifiuti per terra, non è chiaro se sparsi ulteriormente per il pavimento dai ladri durante il loro raid vicino al terreno di gioco. In ogni caso, lì, niente di valore e di utile per loro, che infatti si sono concentrati sulle teche appese in presidenza, prima di fuggire e far perdere le loro tracce.

Ad accorgersi dell’accaduto – durante un sopralluogo per i lavori in corso da parte di alcune ditte specializzate, le stesse che hanno montato per impalcature per poter operare in sicurezza – è stato un tecnico comunale. Arrivato sotto la tribuna, infatti, ha notato la vetrina del bar distrutta. Ha chiesto ai muratori e ai giardinieri che stavano rizzollando il terreno di gioco se ne sapessero qualcosa. Ma niente. Poi, dopo essersi fatto un giro nella palestra e negli spogliatoi e non aver ravvisato alcun problema, ha scoperto che dall’ufficio di presidenza mancavano le due maglie di Piermario Morosini. Dando l’allarme agli uffici comunali e al 112, che ha inviato sul posto un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, con gli agenti guidati dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli che hanno effettuato un sopralluogo per ricavare elementi utili alle indagini.

Spetterà alla Squadra mobile, adesso, capire se qualcuno abbia visto qualcosa o se le eventuali telecamere di videosorveglianza in funzione nello stadio abbiano inquadrato i ladri in azione. I malviventi sarebbero entrati dalla parte di piazzale Montello, proprio dove sono stati posizionati i ponteggi. È lì l’unico accesso allo stadio, attraverso le impalcature che inevitabilmente non potranno essere rimosse prima della fine dei lavori. Poi, una volta in cima agli spalti, i ladri sono scesi di corsa fino al terreno di gioco e hanno preso a pedate la vetrata, distruggendola inutilmente, visto che dentro il punto di ristori non c’era nulla, tranne i rifiuti e due arredi di legno che poco o nulla hanno di valore. Salendo, infine, al piano più alto dove c’è l’ufficio di presidenza dell’impianto. E scappando, sempre dalle impalcature, con le cornici sottobraccio. Per raggiungere quella stanza, con ogni probabilità, sono passati dalla “pancia” dello stadio, dove ci sono gli spogliatoi e la palestra. In quella stanza c’erano tutte le maglie di Piermario Morosini. Così, dopo averle trovate, sono fuggiti sottobraccio con parte della storia amaranto: le maglie del Bologna e dell’Atalanta del centrocampista di 25 anni morto tragicamente in campo a Pescara dopo un arresto cardiaco.
 

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di Redazione web