Il Tirreno

Livorno

«Porta a Mare non resti a metà»: scambio di lettere sui progetti

Juna Goti
Il rendering del progetto
◗
Il rendering del progetto

Livorno, sindaco e assessora: «Se si vuole aggiornare il piano bisogna risedersi al tavolo con tutti gli enti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Mosse e contromosse. Per il futuro di Porta a Mare sono giorni delicatissimi: in bilico c’è il completamento della parte turistico-ricettiva del progetto, ovvero la costruzione di un hotel a quattro stelle, di un ostello e di un cinema multisala nelle aree ex Lips, quelle che si affacciano sulla Darsena del Cantiere, tra il ponte girevole di via del Molo mediceo e via Fagni, proprio di fronte agli scali Novi Lena.

Come anticipato nei giorni scorsi dal Tirreno, la conferenza dei servizi che riunisce tutti gli enti interessati (in particolare la Soprintendenza e gli uffici urbanistica e ed edilizia privata del Comune), ha bocciato senza appello le modifiche chieste in corsa a marzo dalla società Porta Medicea al permesso a costruire ottenuto nel 2007. Modifiche giudicate sostanziali – quindi non accordabili con una semplice variante – che avrebbero permesso la realizzazione di tre edifici da tre, quattro e cinque piani, anziché due da due piani.

Oggi si scopre che ben prima dell’altolà della conferenza dei servizi, tra società, Soprintendenza e Comune era iniziato uno scambio di lettere in punta di penna. Uno scambio giocato su due piani diversi. Da una parte i nuovi vertici della Soprintendenza hanno aperto un procedimento per imporre quello che tecnicamente si chiama vincolo indiretto sulle aree ex Lips: con una serie di prescrizioni, ad esempio sull’altezza degli edifici da costruire, avrebbero così rimesso in discussione il piano generale sancito con l’accordo di programma che – come ricorda il sindaco – era stato sottoscritto ormai 14 anni fa per Porta a Mare da tutti gli enti interessati (dall’Autorità portuale al Comune, passando per la Soprintendenza).

Così il 4 giugno scorso lo stesso Luca Salvetti ha scritto alla Soprintendenza chiedendo di ripensarci, sulla base proprio di quegli accordi scritti nel 2007. Il punto è che nel frattempo Porta Medicea ha fatto una contromossa, chiedendo una variante al permesso a costruire che sarebbe andata a modificare non poco il progetto edilizio originario. E gli stessi uffici comunali hanno detto no. Insomma, una bella matassa da sbrogliare.

Ma ora cosa hanno intenzione di fare tutti gli attori in campo? Perché in ballo non c’è qualche pezzetto sperduto di città, ma un’area chiave.

Se Porta Medicea ha già detto che decideranno gli avvocati, il sindaco risponde così: «È chiaro che non vogliamo che quell’area rimanga un campo sterrato o un cantiere a metà come è adesso. Ma se si dovesse iniziare ora a riprogettare tutto in modo diverso, forse la vedrebbe pronta mio figlio. Di fronte a questo dico che c’è un accordo di programma di 14 anni fa, che ha fatto un iter pazzesco, e per me vale quello. Se poi c’è da fare degli accorgimenti, degli aggiornamenti, siamo a disposizione per mettere Soprintendenza e proponenti intorno a un tavolo e parlarne».

«È chiaro – sottolinea accanto a Salvetti anche l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani – che vogliamo vedere completato il progetto. Non possiamo lasciare un pezzo di città a metà e quella è un’area strategica. Se poi si può migliorare il progetto dopo tutti questi anni, siamo a disposizione, per carità. Nell’interesse della città. Ma seguendo tutte le procedure del caso, non con fughe tecniche in avanti che non possono essere accettate».

È evidente che in questa fase delicata Salvetti non vuole dare l’impressione di essere il difensore dell’una o dell’altra parte: «Poi mi trovo quelli della Lega che parlano di inciuci con le Coop. Macché inciuci, i nostri uffici tecnici hanno appena bloccato il nuovo progetto». «Io – ripete – ho davanti un accordo di programma firmato nel 2007 e per me vale quello in continuità amministrativa. Se la Soprintendenza arriva e dice che lo vuole cambiare, bisogna ragionarne tutti insieme». Dall’altra parte, ribadisce, «se per la società le modifiche sono necessarie per il progetto di sviluppo, ci si siede intorno a un tavolo con tutti gli enti». Insomma, niente variante in corsa. «Che infatti gli uffici tecnici – conclude Viviani – hanno respinto». —

J.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web