Gioco
Viva re Giorgio! È un livornese ad alzare al cielo la Coppa Europa
Vince l’allegria nella festa in centro e sul lungomare Incontenibile la voglia di abbracciarsi per il trionfo azzurro
LIVORNO. Se Firenze si sente un po’ la casa della Nazionale azzurra (il quartier generale della formazione di Mancini era a Coverciano), Livorno si sente orgogliosa che la Coppa Europa sia stata alzata al cielo in segno di vittoria da uno dei suoi figli più famosi e genuini: il capitano Giorgio Chiellini. Anzi re Giorgio come è stato soprannominato dopo la straordinaria prestazione nel match con l’ Inghilterra (ma era stato formidabile anche con il Belgio e negli altri match) che ha decretato la vittoria dell’Italia, 53 anni dopo il primo successo continentale. Chiellini, da buon livornese, è stato al gioco e ieri mattina, appena sbarcato dall’aereo a Roma, si è mostrato a fotografi, cineoperatori e tifosi con la coppa nella mano destra, la medaglia d’oro al collo e una corona regale in testa: il re di Wembley è lui! Un’immagine che sta facendo il giro del mondo, mentre a Livorno non si parla d’altro che della vittoria dell’Italia trascinata dall’illustre concittadino.
Sono i postumi di una nottata che è scivolata via nell’allegria generale: migliaia di livornesi, dopo aver atteso davanti alla tv la cerimonia di premiazione degli azzurri per l’emozion ante vittoria ai calci di rigore, hanno invaso la città a piedi, in scooter e in auto mentre il cielo si lumminava di fuochi d’artificio e l’aria in qualche zona si offuscava per i fumogeni. Una voglia incontenibile di fare festa si è propagata dalla Terrazza Mascagni a tutto il viale Italia e da lì si è spinta fino al centro: piazza della Repubblica, piazza Cavour , piazza Grande etc. hanno fatto fatica a contenere l’entusiasmo dei tifosi che sventolavano il tricolore o mostravano quello impresso sulla pelle del volto o delle braccia.
Per almeno un paio d’ore si è tornati improvvisamente al periodo precedente la pandemia: il desiderio di abbracciarsi e di stare insieme ha prevalso su timori e paure (e purtroppo anche sulle regole anti-contagio), quasi che la vittoria azzurra fosse diventato l’antidoto a qualsiasi preoccupazione. Un trionfo, insomma, che anche per i livornesi è andata oltre il pur importante responso sportivo: ha significato, anche se per poche ore nella notte, il vero ritorno alla normalità. Una notte magica.
A.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google