Gioco
«Noi anziani volontari Auser in azione anche nell’era Covid»
L’organizzazione della terza età a congresso. Martelloni: quasi 2mila servizi di trasporto sociale, 1.500 spese consegnate a casa, 2mila ore di compagnia
livorno. «Il nostro volontariato non si è fermato nemmeno nell’anno contrassegnato dall’emergenza pandemia causata dal coronavirus: poco meno di duemila servizi di trasporto sociale, 1.500 spese consegnate a domicilio, quasi 2mila ore di compagnia domiciliare e telefonico». Ivano Martelloni, presidente di Auser Filo d’Argento Livorno, parte da qui per raccontare una stagione in cui la storia dell’associazione che guida ha avuto dello straordinario: lo ha avuto per tutti noi, lo ha avuto per qualunque associazione impegnata nell’aiuto altruistico al prossimo. Ma lo ha avuto soprattutto per una realtà che vede protagonisti gli anziani. E in una fase dell’emergenza sanitaria che ha visto proprio gli anziani come i più vulnerabili – sia nel fisico che psicologicamente – davanti alla pericolosità di un virus infame. Capace di costringerli a scegliere fra il rischio di una malattia così grave e la certezza dell’auto-imprigionarsi dietro le “sbarre” di un male forse ancor peggiore: la solitudine, l’isolamento.
Protagonisti due volte: perché in trincea come volontari sono persone anziane e perché a ricevere solidarietà sono altri anziani, magari più fragili. «Stiamo parlando – dice Martelloni – di servizi tutti svolti da volontari di età mediamente superiore ai 60 anni che non hanno esitato a mettere a rischio la propria salute. Tutto questo dovrebbe far riflettere sul ruolo degli anziani in una società che tende sempre di più a considerarli marginali o addirittura inutili».
Giovedì 15 luglio alle ore 17 si terrà presso il circolo Mencacci in viale Carducci 16 l'assemblea congressuale di Auser Filo d'Argento Livorno: sarà l'occasione per approvare il bilancio 2020 della associazione e per avviare il congresso nazionale Auser. «Ma soprattutto – aggiunge il presidente - per riflettere su cosa è oggi l'Auser e cosa è stata nel terribile periodo che abbiamo attraversato». E che ha causato tanti problemi (e tante preoccupazioni) proprio al mondo degli anziani.
Il volontariato di Auser ha un approccio non tradizionale, non foss’altro perché fin dalla denominazione richiama l’autogestione di servizi. Autogestione, cioè una comunità di uguali senza stare a tirar su divisioni fra chi aiuta e chi è aiutato: insomma, ci si dà tutti una mano. Talvolta provando anche a rompere il recinto generazionale e intrecciando legami e collaborazioni con i giovani, magari con i nipoti.
Qual è la forza che i volontari Auser mettono in campo? Mediamente 30/40 persone ogni settimana, raccontano dal quartier generale di viale Carducci all’ex stabilimento Pirelli.
«In genere – viene sottolineato – sono anziani che svolgono servizi per altri anziani e nel 2020 hanno semplicemente fatto queste cose: 1) migliaia di servizi di accompagnamento sociale di persone indigenti; 2) decine di migliaia di ore di compagnia domiciliare e telefonica a persone sole; 3) servizi di controllo anti-assembramento sia nei parchi pubblici che presso la Commissione Tributaria in tutta la regione come pure alle fermate degli autobus alle ore di ingresso e uscita dalle scuole; 4) consegna di migliaia di pacchi alimentari e di migliaia di spese a domicilio.
«Io sono il presidente di questa associazione – dice Martelloni - e quindi sarò magari di parte, ma a me umanamente tutto questo fa una grande impressione: è giusto che la città si accorga di cos’è la straordinaria capacità umana di tanti anziani che si mettono a disposizione per affermare concretamente un’idea di solidarietà di tutti i giorni, anche mettendo a rischio sé stessi. E lo fanno in modo del tutto gratuito, solo per il piacere di farlo e perché è giusto farlo: non posso che ringraziare i nostri volontari per quel che fanno». —
M.Z.
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