Il Tirreno

Livorno

Ceniamoci tutti insieme, a Livorno il Medioevo al mare per creare un mondo migliore

Claudio Marmugi
Ceniamoci tutti insieme, a Livorno il Medioevo al mare per creare un mondo migliore

Il rito della condivisione che si ripete negli stabilimenti da giogno a settembre. Il simbolo della tradizione? Le melanzane che passano da tavolo a tavolo

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LIVORNO. Mi sembra davvero strano che nessun antropologo der mondo’un abbia ancora studiato ir "ci ceni? " livornese. Perché dentro questa domanda c’è tutto un significato denso di fratellanza, condivisione, un rito orgiastico tribale che se fosse stato adottato da più popoli - invece che dai soli livornesi - avrebbe già portato alla pace nell’universo da secoli. Ir "ci ceni? " di casa nostra’nfatti non è una domanda per fassi l’affari di vell’artri. Se ci pensate bene, a quarsiasi domanda noi si risponde: "Fatti l’affari tua! " (o anche peggio). A "ci ceni? " no. A "ci ceni? " si risponde perdavvero e con calore. Sinceri.

Perché è una domanda altruista. È un modo per sapé se parteciperai anche te ar rituale collettivo della meraviglia di mangiare’n riva ar mare beneficiando di tutti i vantaggi di vesto portento della natura: ir freschino, l’odore der mare, ir rumore dello sciabordio dell’onde, la calma, ir tramonto che ti fa lo spettacolo gratisse davanti, i gabbiani che svolazzano senza emette’un sibilo (invece quando dormi di notte si scatenano con urli e schiamazzi da brìai peggio della movida de’giovani). Se "non ci ceni" scegli di privarti di tutto vesto ben di Dio, ti autoescludi e peggio per te. Il livornese insomma te lo chiede solo ner tu’interesse.

È come se ti chiedesse: "Godrai? ", "Godrò! ". Senza contà che la cena ar mare livornese è pressoché globale: è un tavolone unico. "Mi casa es su casa" e "mi cena es su cena". È la tavolata medievale ner senso lato, dove "medievale" non è da intendessi come cosa negativa, antìa, superata, retrograda, ma proprio conviviale medievale, quando ir Vassallo ammazzava mezza stalla e’nvitava tutti a favorirne.

Nella tavolata der mare non c’è nessun vassallo. La mezza stalla viene ammazzata lo stesso (e poi fritta nell’unto). E tutti ne mangiano. Tutti usufruiscano con la stessa forchetta delle stesse portate ar grido dì "Lo vuoi sentì ir rosbiffé di mi’mà? ". E così ogni altra pietanza (infinita) che po’le uscì dalla ghiacciaina, una roba che a confronto nella borsa di Mary Poppins’un c’è nulla. Tipico è ir viaggio delle melanzane alla parmigiana ner contenitore della Tappeuèr da cento litri, che a inizio sera sono ar tavolo tuo e dopo mezz’ora sono a un chilometro e mezzo di distanza perché son state fatte girà meglio che le’anne. Datemi retta. Se ir mondo "ci cenasse" un po’di più, ci sarebbero tanti meno problemi di guerra e... di fame. -

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di Redazione web