Gioco
Sventato un rave party alla Padula: allontanate 200 auto in piena notte
Livorno: i giovani si erano dati appuntamento in un terreno vicino al carcere delle Sughere. Fondamentale l'azione di carabinieri, polizia, municipale e guardia di finanza
LIVORNO. Sono le 18.30. A Marina di Cecina, un gruppo di giovani, si è radunato in pineta. In mezzo a decine di auto c’è un camper targato Firenze: a bordo casse acustiche degne di un concerto rock. Non sono turisti in giro per la costa, approfittando delle belle giornate, ma ragazzi fiorentini che trasportano tutto ciò occorre per dar vita a un rave party. Sarebbero alcuni degli organizzatori, ma vengono subito individuati dai carabinieri. Come loro, forse, ce ne sono altri. Così – dopo il “free party” con migliaia di persone che si è consumato la scorsa settimana a Tavolaia, nel comune pisano di Santa Maria a Monte – scatta il piano di emergenza provinciale, con particolare attenzione a Livorno.
La polizia, sotto il coordinamento del questore Roberto Massucci, rivede completamente il servizio di ordine pubblico pensato per la movida sicura. E le pattuglie vengono deviate verso i terreni che potrebbero essere occupati dai ragazzi per festeggiare. Agenti e militari, con l’aiuto della polizia municipale e la guardia di finanza, presidiano via Enriques – dove negli ultimi due anni e mezzo sono stati organizzati tre raduni dentro l’ex fabbrica di sterzi per auto della Trw, l’ultimo dei quali purtroppo si è concluso con la morte di un ragazza pisana di 30 anni – e Cala del Leone, sul Romito, dove due settimane fa in centinaia da mezza Toscana si erano ritrovati per una spiaggiata con alcol e musica, durante la quale un ventenne viareggino è stato preso a pugni ed è stato trasportato in ospedale.
Ma i ragazzi, dopo diverse ore dal tentativo fallito di Marina di Cecina, non fanno rotta né sulla litoranea, né verso via Firenze: puntano verso la zona del carcere delle Sughere. Lo superano, imboccano via della Padula. L’obiettivo è un terreno ai margini di una traversa, via Rosa dei Venti. È lì che stanno andando. Ed è lì che carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza e municipale si posizionano con punti di filtraggio per impedire alla comitiva di scendere e dar vita alla festa abusiva. Alcune macchine sono già parcheggiate, altre in marcia. Vengono tutte bloccate, con le targhe registrate dagli agenti della questura.
L’azione delle forze dell’ordine, alla fine, si rivela efficace. Perché alle 4 di notte i ragazzi vanno via. Abbandonando Livorno. Vanno verso il Biscottino – nel comune di Collesalvetti – ma anche qui ci sono agenti e militari che sbarrano la strada a un altro luogo nevralgico dei rave, visto che in passato al confine fra Pisa e Livorno ne sono stati organizzati più di uno. Così, lentamente, abbandonano la provincia. Forse diretti verso sud. Non è chiaro esattamente dove, visto che nelle stesse ore in Umbria – a Vallo di Nera, ma in questo siamo a oltre 200 chilometri di distanza – più di cento persone si sono radunate per una festa che potrebbe anche essere stato il ripiego per ciò che non ha rappresentato quella livornese.
Sta di fatto che dopo le quattro di notte in via della Padula sono rimaste appena una ventina di macchine, circa 50 persone. Che poi mettono in moto e vanno via. Abbandonando la provincia. —
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