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«Ci ceno. Ci ceni?», ghiacciaina e fantasia al mare: a Livorno riparte il rito estivo - Come partecipare
Dagli stabilimenti balneari agli scogli fino al Romito per stare in compagnia. Ecco come i livornesi preparano e rivivono questa abitudini in riva al mare
LIVORNO. «Ci ceni? ». Anzi, meglio: «Ci riceni?». Finalmente. Riparte una delle abitudini più amate dai livornesi. E con questa anche l’iniziativa del Tirreno con i suoi lettori per raccontare uno dei riti dell’estate. Che quest’anno, dopo la pandemia che ha limitato le libertà nella scorsa stagione (rotazioni dei clienti nei bagni per tenere a bada il numero delle presenze e stabilimenti chiusi in anticipo), il ritorno alle vecchie abitudini ha un piacere diverso. Che sa di normalità.
Per viverla a pieno vanno aggiunti – come al solito – tre ingredienti basilari affinché la cena in riva al mare funzioni per il meglio: la ghiacciaina dove sistemare le pietanze al mattino per poi lasciarle in cabina e tirarle fuori al tramonto, la giusta compagnia – vanno bene parenti, amici e vicini di ombrellone, e una buona dose di spirito di adattamento.
Il resto somiglia molto alla trasmissione della cultura orale. Dove segreti, organizzazione e divisione dei compiti, si tramandano da una generazione all’altra senza il timore che ne risenta il risultato finale. Difficile, infatti, spiegare a chi non abita, vive e respira Livorno, come sia nata questa tradizione. Certo è che la presenza di storici stabilimenti balneari che per quattro mesi si trasformano in una sorta di prolungamento, se non estensione fisica, della propria abitazione, ha aiutato. Poi c’è la fissazione che tal volta si confonde con una patologia, di vivere e consumare il mare a tutte le ore della giornata: il bagno al mattino, la gabbionata anche a mezzogiorno, la partita a carte, i giochi. E ovviamente la cena. Trasformando lo stabilimento in un villaggio vacanze.
Dai Tirreno ai Rex, passando a Lido, Nettuno, Pancaldi, Fiume, Pejani e Roma. Ma non solo. Perché negli anni i livornesi hanno esportato questa tradizione anche negli stabilimenti di Tirrenia e Calambrone. Ma anche lungo la costa. Perché l’asporto permette di farsi consegnare la cena ovunque: spiaggia dell’Accademia, rotonda di Ardenza, scalinata di Antignano. E così la tradizione (vi preghiamo di gettare i rifiuti nei contenitori e quando sono pieni di portarli con voi) si è estesa.
Ma i professionisti del «Ci ceno», i fuoriclasse della tavola imbandita a due passi dal mare, sono per definizione i frequentatori degli stabilimenti balneari. Quelli, per intenderci che iniziano a pianificare di buon mattino. Perché è in quelle ore di preparazione che si costruisce – dopo essersi messi d’accordo con il resto dei commensali – una cena degna di questo nome.
I meno esigenti si accontentato – si fa per dire – di pasta fredda, insalatina e frutta di stagione. Ma i veri campioni del genere riescono ad allestire pasti luculliani con pasta alle vongole, cozze ripiene, fino – ma qui si tratta di occasioni speciali – lasagne, spaghetti al favollo e cacciucco. Il secondo passaggio fondamentale è lo sporzionamento in contenitori di plastica (chiusi ermeticamente per evitare spiacevoli fuoriuscite) e la sistemazione di tutto il necessario all’interno di ghiacciaine dove si raggiungono temperature polari affinché il cibo possa conservarsi – lo trasporta al mare l’ultimo che esce di casa – per ore senza rovinarsi. E qui entra in ballo un altro fattore determinate: la capacità di trasformare la cabina in una sorta di dispensa-magazzino dove sistemare il necessario. Così, a una certa ora, da pochi metri quadrati escono: sedie, tavoli, tovaglia, piatti, forchette e tovaglioli. Tutto è pronto. Ci ceno. Buon appetito. —
COME PARTECIPARE
Anche voi ci cenate? Allora è il vostro momento. Parte l’iniziativa del Tirreno per l’estate che abbiamo chiamato "Stasera ci ceno". Per partecipare, ed essere anche voi protagonisti di questo racconto, è semplice: basta inviare la foto della vostra cena all’interno degli stabilimenti balneari livornesi oppure nella cale del vostro cuore all’indirizzo di posta elettronica ciceno@iltirreno.it.
Le immagine che ci manderete saranno pubblicate sul giornale e sul nostro sito internet gratuitamente. Per rendervi ancora più protagonisti è necessario che nel testo della mail aggiungiate il nome del bagno o del luogo dove avete scattato la fotografia e i nomi e i cognomi dei partecipanti alla cena. Le prime cinque immagine che pubblichiamo oggi sono state scattate nei giorni scorsi all’interno degli stabilimenti balneari della nostra città. Ma come avvenuto nella precedente edizione pubblicheremo anche le foto dei tanti livornesi che vanno al mare a Tirrenia o al Calambrone. Adesso tocca a voi raccontarci uno dei rituali estivi che caratterizzano maggiormente le nostre estati. Buona estate. E cenateci anche voi.
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