Gioco
Festa dell’Unità dalla Rotonda ai circoli
Salta anche quest’anno la tradizionale manifestazione a Ardenza e si pensa a una formula “itinerante”
Gianni Tacchi
LIVORNO. Niente dibattiti, niente incontri con il mondo della politica, niente cene a due passi dal mare. Per il secondo anno consecutivo, salta la Festa dell’Unità alla Rotonda d'Ardenza. «Rischi dal punto di vista sanitario e problemi di carattere economico», spiega Federico Mirabelli, segretario comunale del Partito democratico e consigliere comunale. Così all'interno del Pd è nata l’idea di organizzare una sorta di Festa dell’Unità itinerante, con «serate e appuntamenti nei circoli Arci» più vicini al partito: Salviano, Collinaia, San Jacopo… «Sì, l’intenzione è questa - aggiunge Mirabelli - per il momento non ci sono stati contatti specifici con i presidenti dei circoli, ma contiamo sulla loro disponibilità e su una collaborazione che ormai è storica. La Festa dell’Unità era ed è ancora uno degli eventi più importanti dell’estate livornese: il problema è che ora ci sono troppe problematiche, c'è troppa incertezza per poter pensare di organizzare il classico evento alla Rotonda. Magari tra un anno sì, quando la campagna vaccinale sarà conclusa e avrà dato i suoi frutti, ma purtroppo oggi non ci sono le condizioni».
IL NO ALLA ROTONDA
Mirabelli fa riferimento alla situazione sanitaria, in particolare alla variante Delta in crescita, e dice di «non voler creare occasioni di assembramento con un evento che richiamerebbe tantissime persone». Un quadro in cui entra anche l’aspetto economico, visto che «servirebbe un investimento non indifferente sulla sicurezza e oggi una forza politica non può avventurarsi in un percorso del genere». «Un conto è il privato che fa questo lavoro e si muove per avere le attrezzature giuste, un altro è un gruppo di volontari che si trasforma in un’impresa per quindici giorni - prosegue il segretario del Pd - a Livorno non c’è un’area già attrezzata per feste del genere, quindi ogni volta bisogna partire da zero. I costi? Servirebbero 30-40mila euro tra lavori, allestimento dell’area e fornitori, una cifra che adesso rappresenta un azzardo: la situazione sanitaria è tutt’altro che stabile e ci sarebbe il rischio di non rientrare dall’investimento fatto. Siamo dispiaciuti perché si sente molto la mancanza della Festa dell’Unità alla Rotonda, ma in questo momento non è sostenibile economicamente».
L’OK DEI CIRCOLI
I circoli Arci della città confermano di non essere ancora stati contattati dal Partito democratico, ma aprono a questa soluzione per le prossime settimane. «Da parte nostra c’è la massima disponibilità - interviene Fabio Altini, storico presidente del circolo Carli Salviano - abbiamo proprio bisogno di eventi del genere per ritrovare la nostra funzione sociale, culturale, ricreativa e politica. Credo che l’idea di questa Festa dell’Unità itinerante sia una grande occasione per discutere, dialogare e riprendere un certo tipo di rapporto con i quartieri vicini dopo l’emergenza Covid. Tra l’altro noi facciamo riferimento anche a nuove aree urbane come Borgo di Magrignano, dove i problemi il nabbiamo on mancano». Insomma, il circolo di Salviano c’è «sia con il ristorante sia con lo spazio per i dibattiti». E si mette a disposizione anche il circolo Arci Di Sorco a San Jacopo, dove il presidente Roberto De Majo parla di «rapporti ottimi con il partito» e guarda ad agosto «perché il 16, il 17, il 18 e poi il 23, il 24 e il 25 luglio siamo già occupati con la tradizionale sagra della cozza». «Non ci saranno problemi a trovare una soluzione», aggiunge De Majo. «Per ora non abbiamo ricevuto richieste dal Pd - chiude Renato Cappagli, presidente del circolo Arci Collinaia - vedremo più avanti, dipende tutto dal periodo perché già nostro programma di serate ed eventi». —
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