Gioco
Si è spento Mauro Novi, ha raccontato un secolo di Livorno attraverso le fotografie
Con il fratello Mario aprì lo studio in via Pieroni nel 1954. Ha lavorato nel cinema, nei giornali e fissato storici momenti di calcio e basket
LIVORNO. Con la macchina fotografica in mano ha raccontato quasi un secolo di storia di Livorno: cinema, sport, cronaca, prima per il Telegrafo, oggi Il Tirreno, e poi per La Nazione. Lo ha fatto con educazione, professionalità, discrezione. E soprattutto col sorriso. Quello con cui riceveva i clienti nello studio di via Pieroni, aperto con il fratello Mario nel 1954, e ancora oggi un punto di riferimento per la città.
Mauro Novi, se n’è andato a 91 anni, li aveva compiuti due settimane fa. La sua storia di impegno e passione era cominciata da bambino, seguendo le orme del padre Cesare, già reporter un secolo fa. Poi nel dopoguerra, sempre con il fratello, l’inizio di un percorso professionale fatto di narrazione per immagini: eventi, matrimoni, cinema e sport. Il suo nome e i suoi scatti sono legati soprattutto al cantiere navale Fratelli Orlando di cui è stato fotografo e testimone per mezzo secolo. Ma non solo: Ansaldo-Lips (quello delle eliche navali), Stanic, Pirelli. «Per anni – racconto i familiari – lavorò anche come fotografo di scena al Cosmopolitan con il riconoscimenti da molti attori e attrici famose negli anni Settanta: Amedeo Nazzari, Sylva Koscina, Luigi Zampa, Vittorio Gassman, Mauro Bolognini, Sandra Milo».
Con i suoi modi entrava nel cuore dei tanti clienti che lo hanno seguito nei negozi di famiglia. Ma Novi era anche un grande sportivo. Ha seguito per lavoro con passione e professionalità le sorti del Livorno calcio e delle due squadre di basket di serie A degli anni Ottanta e Novanta. Lascia due figli, Riccardo e Susanna, il nipote Alessio, cresciuto professionalmente con il nonno e oggi apprezzato fotoreporter, e i nipoti che hanno proseguito, insieme, la tradizione di famiglia. In tanti lo ricordano. A cominciare dall’ex direttore de La Nazione Giuseppe Mascanbruno: «Semplicemente una grande persona oltre che uno straordinario professionista. Che ho avuto l’onore di incontrare nella vita professionale e personale».
La salma resterà alla camera mortuaria fino alle 10.30 di sabato 10 luglio. «Se a qualcuno fa piacere passare – è l’invito dei familiari – per favore no fiori. Casomai una donazione di qualsiasi tipo a qualsiasi ente benefico». —
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