Il Tirreno

Livorno

Scontro tra cantine e Comune di Livorno sul Palio Marinaro: a rischio la sfida di sabato

Simone Fulciniti
Scontro tra cantine e Comune di Livorno sul Palio Marinaro: a rischio la sfida di sabato

L'amministrazione decide di chiedere l’affiliazione all’Uisp, cinque rioni si ribellano. Per ora non porta a risultati concreti la riunione-fiume convocata dal sindaco

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Palio Marinaro – previsto per sabato – potrebbe essere a rischio. L’intricata vicenda comincia nella giornata di martedì, quando il sindaco Luca Salvetti, invia una lettera a tutte le sezioni nautiche chiedendo di affiliarsi immediatamente all’Uisp, ente prescelto per giudicare la regata. La notizia crea scompiglio, al punto che un gruppo di cinque sezioni nautiche risponde con un comunicato congiunto, minacciando di non partecipare, se non in presenza della Ficsf (federazione italiana canottaggio sedile fisso), come, a quanto si legge, era stato programmato da circa due mesi. Il sindaco dunque indice una riunione “amichevole” in Comune. Ma la riunione- fiume è tesa: non porta a risultati concreti. Lo abbiamo intercettato nel bel mezzo dell’incontro.

Sindaco, dopo tre ore di confronto avete raggiunto un risultato concreto?

«Stiamo facendo un tentativo per salvare il Palio: mettere insieme Federazione e Uisp, fare una gestione congiunta di giurie e controlli barche: cosa che fanno anche in altre realtà. Ma cinque cantine rifiutano di affiliarsi a Uisp».

I comitati avevano carta bianca per decidere l’ente, è vero?

«Sì, è stato deciso dal Comitato attività remiere (Car). Ed era stato detto che andava fatta comunque la doppia affiliazione, come fanno in altri sport».

Sempre nella lettera inviata dalle cinque cantine si dice che Maurizio Quercioli, presidente del comitato organizzatore, aveva preso a maggio accordi con Ficsf…

«A maggio c’era ancora la pandemia, e l’unico soggetto che poteva garantire la messa in calendario era la federazione: perché permetteva di far allenare chi aveva gare a carattere nazionale. In quel momento la Uisp , essendo in arancione, non era abilitata a fare competizione».

Lei lo sapeva che il presidente del comitato si era mosso in quel modo?

«Sì, perché lui doveva mettere in calendario, mandare ordinanze alla Capitaneria, fare tutta una serie di cose che ci permettessero di gareggiare».

Perché poi ha cambiato idea?

«Non è mai cambiata: fin dall’inizio ho suggerito di prendere questa situazione speciale di pandemia come sperimentazione. A ottobre dobbiamo decidere l’ente di promozione. Abbiamo fatto due gare con la federazione (compresa la Risi’atori), e mettiamo anche alla prova Uisp, che per quaranta anni ha svolto il compito. A ottobre avremmo scelto l’ente (che dura tre anni) in maniera lineare, avendo messo alla prova tutti».

Un tentativo amichevole andato male. Adesso tocca al Car...

«Se col Car non riusciamo, vado a dritto e poi vediamo. Io spero che la possibilità di mettere insieme le due situazioni possa risolvere il tutto».

C’è sempre l’ipotesi del voto?

«Il Car non ha mai votato in vita sua, vorrei non arrivare a quello».

In questa situazione pirotecnica, il Palio è a rischio?

«Ad ora, posso solo dire che sto facendo il possibile per salvare la situazione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web