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Ritardi sui lavori slitta a settembre l’inaugurazione della scuola volano a Livorno
I bimbi del Menotti dovevano spostarsi in aprile, poi a giugno. «Non è colpa del Comune, ci siamo scusati con le famiglie»
LIVORNO. Prima il Comune aveva dato il termine di fine aprile per lo spostamento dei bimbi dell’asilo Menotti nella nuova scuola volano di Corea. Ma niente. Cantiere fermo e problemi di covid. Poi la nuova data del trasferimento dei 75 alunni della scuola dell’infanzia in via Gigli era quella di fine giugno. Niente da fare. Non è stato possibile neppure organizzare là, nellla struttura dalle pareti gialle, la festa di “fine ciclo” per i “grandi”.
Le previsioni della giunta sono naufragate. Così come le ipotesi condivise a fine maggio anche con i genitori dei piccoli alunni. La struttura comunale ancora non è pronta. Si parla di settembre. «Ci dispiace moltissimo avere disilluso le aspettative dei bambini, soprattutto quelli a fine ciclo che non hanno concluso il loro anno scolastico nella tanto attesa nuova scuola, purtroppo il ritardo non è dipeso da noi ma da problemi legati al covid che ha avuto la ditta che sta portando avanti i lavori», la vicesindaca con delega all’Istruzione, Libera Camici, ci mette la faccia.
Ce l’ha messa anche con tutti i genitori ai quali nei giorni scorsi ha inviato una mail per spiegare. Per scusarsi dei ritardi. Per promettere a tutti che a settembre, il nuovo anno scolastico, inizierà in Corea per quegli alunni che nel dicembre 2017 hanno “perso” la loro scuola a seguito di crolli. «Questi bambini entreranno a scuola a settembre».
Educatori, genitori, bambini e tutto il mondo che gira intorno al Menotti merita risposte concrete dopo anni di “sacrifici”, ospitati come è noto, nell’istituto Micheli-Bolognesi di piazza XI Maggio. La vicesindaca lo sa bene e garantisce il trasferimento per settembre. «Fino all’ultimo abbiamo provato a organizzare almeno la festa di fine anno dei bambini dell’ultimo ciclo nella nuova struttura ma non siamo riusciti: in questa situazione non aveva senso inaugurarla», procede ancora. E va nei dettagli: «La parte interna è praticamente pronta, quello che maggiormente è rimasto indietro è il giardino e la realizzazione del muro di recinzione: abbiamo scritto alla ditta nei giorni scorsi dicendo chiaramente che applicheremo penali per i ritardi accumulati».
Da parte del Comune, fino ad ora, c’è stata tolleranza, come spiega Camici. «Abbiamo compreso tutte le problematiche emerse legate al fatto che praticamente nella ditta si era sviluppato un focolaio e il cantiere è stato fermo alcune settimane: ma ora basta, per settembre l’asilo deve essere pronto ad accogliere i bambini del Menotti», scandisce a chiare lettere. Basta dare un occhio al cantiere per confermare le parole di Camici: dentro, la scuola volano con i suoi seicento metri quadri dove troveranno posto 5 classi e 75 bambini, è ultimata. Per il giardino intorno c’è ancora tanto da fare, però.
Tanti sono stati i sopralluoghi nel corso dei mesi della stessa amministrazione, con il sindaco Luca Salvetti in testa accanto alla sua vice Camici, per seguire l’avanzamento dei lavori. A conferma di quanto al Comune prema questa operazione. I vertici comunali sono stati in via Gigli anche con lo stesso personale della scuola dell’infanzia Menotti per mostrare la struttura. «In questa situazione era impossibile organizzare un’inaugurazione, non ci avrebbero neppure dato l’agibilità», torna a sottolineare Camici.
Il fine della struttura prefabbricata voluta fortemente dal Comune è quello di dare, oggi e in futuro, un tetto temporaneo agli alunni di scuole interessate da problematiche strutturali varie, eventuali lavori di adeguamento normativo oppure sostituzioni edilizie. Nel caso, infatti, dei bambini della scuola dell’infanzia Menotti la scuola volano farà da ponte, in attesa che sia pronto il nuovo istituto scolastico di Corea - quartiere nord - di via Coltellini dove andrà l’asilo in modo definitivo. Insieme ai bambini della scuola dell’infanzia Agnoletti.
Quando la scuola volano sarà inaugurata, a settembre, sarà intitolata ai quattro bambini rom deceduti nel 2007 durante un tragico rogo: Eva, Menji, Danciu e Lenuca detta Tutsa. Un passo indietro. La consegna parziale dei lavori ci fu il 15 gennaio: inizialmente si parlava di fine aprile per la fine del cantiere. Successivamente di giugno.
Alla fine, invece, i problemi legati alla pandemia e i ritardi connessi hanno fatto slittare l’apertura ufficiale a settembre. La struttura chiavi in mano è costata un milione di euro.
Si tratta di edifici garantiti per 30 anni. Si sottolinea dal Comune che l’obiettivo è quello di aggiungere moduli nel caso in cui si creino nuove emergenze. Dunque a settembre i piccoli del Menotti avranno cinque aule a disposizione, un’altra per gli insegnanti, uno spazio mensa, un laboratorio e i servizi igienici. E un grande spazio esterno. —
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