Il Tirreno

Livorno

Monterotondo, vandali nella palestra chiusa: viaggio nell'ex struttura ell'Asl

Francesca Suggi
Caos e distruzione al primo piano della struttura
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Caos e distruzione al primo piano della struttura

Fuori i campi di tennis e calcio inutilizzati. Benvenuti in quella che fino al settembre 2017 ere il centro sportivo gestito dal circolo ricreativo dei dipendenti ospedalieri

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Tutto quel parquet ricorda quel che era. Con centinaia di iscritti e decine di corsi. Ora è sprecato, inutile, danneggiato, vandalizzato. Così anche i due macchinari fitness che fino ad un mese fa erano ancora dentro, alla mercé di quei barbari che giorno dopo giorno stanno distruggendo ogni cosa. Porte, finestre aperte e in frantumi, sanitari a pezzi, fascicoli aperti, violati e buttati sul pavimento, arredi rimasti e distrutti, ora in condizioni irrecuperabili. E poi sporcizia. Tanta. Benvenuti in quella che era fino al settembre 2017 il centro sportivo di Monterotondo gestito dal circolo ricreativo dei dipendenti ospedalieri, che sulla collina di Monterotondo hanno sempre avuto fino alla chiusura del centro il loro quartier generale proprio accanto alla seicentesca villa Rodocanacchi. Tutto era ed è di proprietà della Asl. In attesa di essere venduto. O di riprendere vita in altro modo.

Il centro sportivo, con tanto di campi esterni di tennis e calcio, è immerso in un polmone verde cittadino. Che spreco, che tristezza, che assurdità vedere tutto questo complesso dedicato al benessere nel più completo abbandono. Preda di vandali. Nelle mani di balordi che spaccano (come facilmente si può vedere dalle foto). Nel migliore dei casi meta di curiosi che guardano e non spaccano.

Gli accessi anche in questo caso ci sono purtroppo. Basta dare un’occhiata alle finestre aperte e in frantumi per capire che le scorribande sono frequenti. Alcuni infissi, appunto, sono aperti. Si tratta di due piani un tempo dedicati allo sport: ci sono ancora due macchinari, uno scaraventato a terra. E poi documenti, piani di allenamenti, cartelli informativi. Al piano superiore ci sono resti di abiti, una cintola, spazzatura varia. Magari qualcuno ci ha pure passato la notte là dentro.

Quella che forse era la vecchia reception è una sorta di discarica: dentro c è stato buttato di tutto. I bagni poi stanno andando verso la distruzione. Con sanitari sradicati, arredi fatti a pezzi. C è pure un estintore in giro. Vero è che tutto quel complesso, compresa la villa Rodocanacchi di origini seicentesche ex sede della direzione Asl è in vendita. Da anni.

Ma questo non vuol dire abbandonare così edifici pubblici un tempo funzionanti, e luoghi di socialità. Quando lo stato di abbandono è tale, come in questo caso, la collettività dice per sempre addio a quelle strutture. Uno spreco? Certo. Logiche aziendali? Sicuramente. Di certo c è che a rimetterci come sempre sono i cittadini che devono rinunciare a spazi pubblici, a servizi. In particolare gli utenti del centro sportivo di Monterotondo erano tanti. Curavano la struttura e ne erano affezionati. Poi per questioni di morosità e beghe legali la Asl prese la decisione di chiudere il centro sportivo, anni fa. Il centro sportivo aveva (ed ha) anche una pagina Facebook dove informare soci e frequentatori.

Il 10 ottobre 2017 sulla pagina Fb gli amministratori scrissero: «Purtroppo l' azienda Asl 6 ad oggi non ha autorizzato la riapertura del Centro Sportivo, passerà ancora un po' di tempo. Pertanto, nell'attesa, per coloro che vorranno possono rivolgersi presso alcune Palestre convenzionate con il circolo ricreativo, a breve saranno rese pubbliche». Come sia andata la vicenda è sotto gli occhi di tutti. E nonostante le tante proteste da parte dei soci, il bel centro sportivo all’interno di un polmone verde cittadino è rimasto chiuso. Abbandonato. E purtroppo anche vandalizzato. La speranza è che l’operazione di permuta dell’area con il Comune, legate al nuovo ospedale, vada a breve in porto con la nascita di un centro turistico, ricettivo, sportivo collegato alla vicina villa Morazzana. —

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