Gioco
Casalp: «Mai visto niente di simile la situazione non deve degenerare»
LIVORNO. «Francamente è la prima volta che assisto a una cosa del genere, non si finisce praticamente mai di imparare. Livorno acquisisce sempre più fama dal punto di vista turistico, quindi evidentemente alcuni nostri inquilini si stanno attrezzando».
È sarcastico Marcello Canovaro, il presidente di Casalp, nel commentare il caso della donna di 40 anni sfrattata dalla casa popolare regolarmente assegnatale in via Lunardi dopo averla subaffittata su Airbnb come se fosse un bed & breakfast. «Ci è stato segnalato – prosegue – e anche se sicuramente tutto è partito da un bisogno economico, non è possibile che venga fatta una cosa del genere. La normativa non lo consente e per una buona tenuta del sistema ci siamo dovuti attivare. Questo è il primo caso di alloggio popolare affittato su Internet e dobbiamo evitare che la situazione degeneri».
L’istituto per le case popolari fa naturalmente dei controlli a campione, anche se principalmente devono essere i singoli cittadini a segnalare le anomalie. È grazie a loro che le cose possono cambiare e la polizia municipale – come nel caso dello scorso 14 giugno – può intervenire con successo e liberare l’immobile. «Le verifiche più tipiche sono sull’eventuale acquisizione, da parte degli assegnatari, di proprietà immobiliari o il rispetto del mantenimento delle casistiche per continuare ad averne beneficio – prosegue Canovaro – ma è chiaro che se durante dei lavori emergono delle criticità o ci arrivano delle segnalazioni noi interveniamo immediatamente. Veniamo contattati frequentemente per le occupazioni abusive, con telefonate direttamente a noi o al Comune, che poi ci gira le segnalazioni. In alcuni cortili, poi, ci hanno segnalato episodi di spaccio. Noi chiaramente avvisiamo le forze dell’ordine, non rimaniamo fermi, ma sollecitiamo a risolvere ogni situazione di criticità che i cittadini ci fanno sapere. È importante la loro collaborazione». —
S. Tag.
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