La protesta
Premiato a 93 anni Mario Lorenzini Una vita per la scuola
Simone Fulciniti
LIVORNO. Nella sede del circolo culturale il Centro, in via Trieste, gli amici omaggiano con una targa ricordo Mario Lorenzini, e la sua vita dedicata alla scuola.
Classe 1928, Lorenzini è ancora in ottima forma, ama scrivere, fare fotografie col cellulare, e ci assicurano, naviga anche su Facebook.
È stato “attirato” in sede con uno stratagemma, all’oscuro della premiazione, e quando Enrico Dello Sbarba, anima di quest’associazione, annuncia la sorpresa i suoi occhi non riescono a celare una grande emozione mista a soddisfazione.
La sua è una nobile storia: nella trincea della scuola, come lavoratore e come sindacalista Snals, poi nei vari organismi del mondo scolastico fino all’impegno come presidente del Consiglio scolastico provinciale.
È stato riferimento importante in una stagione di battaglie per le riforme: una lunga fase che lo ha visto coordinare parecchie attività.
«La mia vita – dice Lorenzini – è stata particolare. Sembrava dovessi fare il giornalista, ero corrispondente a San Vincenzo per la Nazione, il Tempo di Roma e la Rai, che a quei tempi, faceva tanti servizi. A Livorno trovai il mio amico caporedattore al Tirreno», e qui Lorenzini ricorda di aver collaborato anche con il nostro giornale.
Poi arriva il grande amore: la scuola. «Sono entrato come segretario, facendo parte, a quei tempi, degli organi collegiali: in difesa sia del personale che del servizio. Ho un ricordo: a Montenero la scuola elementare è ancor oggi presente perché mentre la volevano annullare, io con altri l’abbiamo difesa e salvata».
Un piccolo sassolino nella scarpa. «A Livorno – prosegue – si fa un discorso strano sulle scuole secondarie. L’edificio in via Calafati è vuoto, ci sono stato oltre trent’anni in quella scuola come segretario, la conosco bene, c’è anche la palestra. Quando fu istituito dovevano darlo al magistrale, ma i genitori degli studenti, si opposero perché troppo vicino al porto. Allora fu assegnato alle medie “Vivarelli”. Oggi la struttura è vuota e la Provincia non riesce a risolvere il problema».
In tempi recenti ha ripreso la penna. «Qui al Centro ho sempre trovato una grande amicizia. E sul giornalino che realizzano da un po’ di tempo c’è spazio anche per me». —
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