Il Tirreno

Livorno

La Guglia si ribella dopo l'omicidio di Ginetta: «Regna il degrado bisogna reagire»

Stefano Taglione
A destra il sindaco Luca Salvetti davanti ai cassonetti pieno di rifiuti (foto Daniele Stefanini/Silvi)
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A destra il sindaco Luca Salvetti davanti ai cassonetti pieno di rifiuti (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno, il sindaco Luca Salvetti e don Medori con i cittadini sotto l'appartamento della donna uccisa: «Rottweiler liberi, abbiamo pure paura ad andare al parco»

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LIVORNO. «Mi dispiace tanto per Ginetta Giolli, è una tragedia. Abitava da tempo in questo quartiere, dove la vita è difficile. Basta farsi un giro nel cortile delle case popolari: ci sono rifiuti ovunque, cassonetti strapieni, cascasse di auto abbandonate nei parcheggi. E quando chiami il 112, le forze dell’ordine non arrivano sempre. Per non parlare del parco pubblico qua accanto, dove i bambini giocano in mezzo ai rottweiler. Proprio lunedì 5 luglio da via Giordano Bruno una persona ha lanciato due bottiglie di vetro dalla finestra, finite spaccate in mezzo alla strada. Meno male che non passava nessuno».

Anna Maria Barsotti lavora all’Iti Galilei e abita proprio a pochi metri da dove giovedì scorso – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – è stata uccisa a martellate la donna livornese di 62 anni. Nella mattinata di martedì 6 luglio, proprio su sollecitazione dei residenti, sotto il civico 425 di via Garibaldi (dove si è consumata la tragedia) mentre gli agenti della Squadra mobile ascoltavano le persone dello stabile sono arrivati il sindaco Luca Salvetti, l’assessore al sociale Andrea Raspanti e don Edoardo Medori, il parroco di Sant’Andrea che proprio della lotta al degrado nelle periferie livornesi, in passato, ha fatto la sua missione pastorale e la sua battaglia per riportare la cultura della legalità e risvegliare la coscienza civile.

Anna Maria non è sola. Con lei ci sono altri abitanti della zona: ad esempio Chiara Bosi e Franca Rossetti. Hanno richiesto a gran voce l’intervento delle istituzioni «perché qui la vita è complicata, il degrado si respira». E nel cortile della Guglia, in effetti, c’è di tutto. Rifiuti ovunque, fuori dai cestini e dentro, non differenziati. Poi scheletri di auto abbandonati chissà da quanto e già censiti dalla polizia municipale, che però per evitare contenziosi o ricorsi prima di spostarli deve rispettare la legge e soprattutto i tempi tecnici che occorrono, almeno 180 giorni o molti di più se ad esempio le auto sono inchiodate dai fermi amministrative. Come è, purtroppo, nel caso delle macchine e dei camper lasciati posteggiati lì, nell’area di Casalp e non in mezzo alla strada, dove la rimozione sarebbe molto più facile. Per un nuovo sopralluogo, ieri, è arrivata anche la dirigente della municipale, Michela Pedini, insieme a due colleghi.

«Quel camper – dice un abitante della zona – viene utilizzato da chi si prostituisce». Poi l’attenzione si sposta sulla roulotte di fronte, «dove dentro c’è di tutto, rifiuti e quant’altro». Ma è chiusa a chiave, lo si vede solo dai vetri intrisi dallo sporco. In una vecchia station wagon, con il lunotto posteriore sfondato, «di notte ci dorme uno straniero. Ogni tanto è alza il gomito, urla. Disturba tutti noi residenti».

Poi c’è il problema dei cani senza guinzaglio. In particolare di un rottweiler. Anche durante il sopralluogo della polizia scientifica nella casa popolare di Ginetta Giolli, ad esempio, c’era stata una lite fra due vicini proprio su un animale che stava per attaccare una donna. Finita con insulti a ripetizione da una parte e dall’altra e la situazione che è tornata alla calma solo dopo l’arrivo degli agenti, distanti appena dieci metri, che hanno chiesto a entrambi di allontanarsi.

«Non possiamo andare nel parco – conclude Anna Maria Barsotti – perché questi cani vengono lasciati liberi. Uno di loro ha morso pure un cucciolo». Parole ripetute anche al sindaco Luca Salvetti e all’assessore Andrea Raspanti, che hanno promesso di risolvere la situazione.
 

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