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Livorno

Paroli a un passo dalla nomina: sarà il numero due dell’Autorità portuale di Livorno

Mauro Zucchelli
 Paroli a un passo dalla nomina: sarà il numero due dell’Autorità portuale di Livorno

È stato segretario generale ad Ancona, il presidente Guerrieri gli vuol far prendere il posto di Provinciali (che torna a Roma)

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LIVORNO. L’avvocato Matteo Paroli è in pole position per tornare a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority che governa i porti di Livorno e Piombino, oltre agli scali minori dell’Arcipelago. Ma, a dar retta al tam tam di autorevoli indiscrezioni, non lo farà semplicemente rientrando negli uffici che aveva lasciato per andare a fare il numero due del porto di Ancona. Sarà lui a prendere il posto di Massimo Provinciali, che ha ricoperto l’incarico di segretario generale dell’ente dal settembre di dieci anni fa, quando venne chiamato dall’allora presidente Giuliano Gallanti a costo di sfidare i potentati locali, soprattutto in casa Pd.

Il contratto di Provinciali scade a fine estate. Lui stesso ha già confidato agli amici che sarebbe ritornato al proprio ruolo di dirigente di prima fascia del ministero delle infrastrutture: prima di arrivare a Livorno era stato direttore generale sia del settore navigazione e trasporto marittimo (dal 2000 al 2008) sia del settore ferroviario (per quasi due anni). Risulta peraltro che il presidente dell’Authority Luciano Guerrieri abbia già maturato una propria convinzione anche se per arrivare a una delibera vera e propria bisognerà attendere il passaggio in comitato di gestione.

Paroli – che è anche nel board dei consiglieri legali di Espo, l’associazione degli enti portuali europei, oltre a essere docente di diritto marittimo e portuale all’Università di Macerata – aveva fatto la valigia nel 2015 per trasferirsi ad Ancona negli anni in cui l’istituzione portuale marchigiana era presieduta da Rodolfo Giampieri (ora finito al vertice di Assoporti, l’organizzazione di categoria delle Autorità portuali). Proprio ieri l’Authority anconitana è stata affidata in veste commissariale all’ammiraglio ispettore Giovanni Pettorino, comandante generale del Corpo delle Capitanerie. L’avvocato cinquantaduenne aveva avuto già per 20 mesi, a partire dal maggio 2005, il ruolo di segretario generale a Palazzo Rosciano: ma lo era stato come “facente funzione”. Se l’indiscrezione troverà conferma, non sarà più un ruolo “ad interim” ma con pieni poteri di responsabile della tecnostruttura. —

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