Gioco
Coppa Risi'atori, Borgo vince la maratona del mare dopo il duello con Venezia, eterno rivale - Il racconto
La rimonta del “Cavallino” rossobianco e l’appassionante testa a testa, poi il trionfo dell’equipaggio bianconero
LIVORNO. Il Borgo Cappuccini vince la 42ª edizione della Coppa Risi’atori “Tito Neri”, dopo un testa a testa meraviglioso contro i rivali di sempre del Venezia. Non c’è vento, il mare è una tavola. Alla Torre della Meloria, zona di partenza, moltissime sono le imbarcazioni private che, vista la giornata favorevole, hanno deciso di seguire la gara da vicino.
L’equipaggio del Labrone fila i remi e applaude i tifosi al seguito (con tanto di bandiere sventolanti). A terra l’organizzazione “Straborgo” prepara la cronaca diretta prevista sul maxischermo situato in piazza Mazzini. Un’ora prima dell’inizio della gara, qualche goccia di pioggia.
Per le boe di partenza non c’è stato il classico sorteggio: sono state assegnate seguendo l’ordine d’arrivo della Gara Labronica: per i primi classificati, le boe centrali. Tanti i ragazzi esordienti, ma non mancano le vecchie volpi. Come Roberto Merlino (Salviano),una leggenda del remo labronico. Tra le innumerevoli gare che ha disputato, quella di ieri ha un sapore particolare perché sull’armo concorrente del Venezia voga il figlio Davide. Sono piccole storie dal fascino infinito.
Le imbarcazioni hanno a bordo la bandiera arcobaleno simbolo di inclusività, sostegno e condivisione delle battaglie di comunità Lgbtq. La sfida si preannuncia esaltante. La giuria chiama i timonieri alla barbetta. Ci siamo. Partenza in perfetto orario: non ci vuole molto a capire che il Borgo Cappuccini stavolta fa le cose sul serio. Comincia subito a imporre il proprio ritmo alla gara e guadagna in un batter d’occhio la prima posizione. Il Venezia, che vince ininterrottamente la "Coppa" dal 2009, non si muove con la stessa intensità e si trova nella condizione di rincorrere fin dalle prime palate. Nel frattempo le spallette degli scali Novi Lena si riempiono di gente. Anche Piazza Mazzini, dove è stato sistemato lo schermo gigante, per trasmettere la gara ripresa dai droni, è colma di vita ed entusiasmo. Da una parte, agli altoparlanti c’è la cronaca folkloristica di Roberto Cipriani; sul video il commento è affidato ad un bravo Fabrizio Pucci.
La corsa sembra prendere una fisionomia definitiva, col Borgo lanciato verso il trionfo, il Venezia sulla scia e il sorprendente Salviano che pretende il podio senza alcuna remora. Ma proprio quando il gioco appare fatto, le cose cambiano di colpo. Il “Costante Neri”, fino a quel momento impeccabile, comincia a cedere qualcosa e il Venezia recupera il distacco. Le barche sono affiancate, l’inerzia tutta dalla parte biancorossa. I borghigiani tremano.
Ma è un fuoco di paglia: i bianconeri riprendono il passo, e si riportano a distanza di sicurezza. Ai “piloti” c’è ancora una barca di vantaggio, è il momento di dare tutto. Quando i dieci leoni bianconeri spuntano in zona ponte girevole, il pubblico in attesa scoppia in un grido fragoroso. Ormai è fatta. Tremolanti, Baluganti, Cattermol, Ceccatelli, Chiarugi, Bernini, Boccini, Micheli, Paoli, Romoli e Piccinini possono finalmente festeggiare. Venezia ottimo secondo, e Salviano sorprendente terzo. A fine gara qualche schermaglia fisiologica, ma tutto rientra nei ranghi in men che non si dica.
«Siamo partiti bene – spiega il timoniere bianconero Valerio Piccinini – poi il Venezia è rientrato. Ma si sapeva. Loro sono molto forti. Siamo riusciti a mantenere quella barca e mezzo di vantaggio, prima del Molo Novo abbiamo cominciato il serrate, e abbiamo vinto. Un po’ di paura, certo, in otto chilometri in mare può succedere di tutto. Ma non abbiamo mai mollato la concentrazione. Adesso sotto col Palio».
Al settimo cielo David Panicucci, presidente della sezione nautica vincente. «Una grande soddisfazione, erano quattordici anni che mancavamo all’appello su questa gara. Preparazione lunga, dunque, per vincere una corsa sofferta fino alla fine. Abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare. Il Venezia ha attaccato, ha provato di tutto. Come successe nel 2018, stavolta a parti invertite».
Luca Ondini, stremato, ha superato bene la sua prima da numero uno del comitato organizzatore. «Una manifestazione che è volata senza intoppi. Tutti hanno trascorso una bella giornata di sport, con una grande gioia finale per noi. Un bel battesimo». L’ultima parola va al sindaco Luca Salvetti che, con Straborgo, ha trovato il modo di rilanciare i “Risi’atori” in grande stile. «Quattro giorni di festa nel quartiere con questo epilogo, naturalmente un momento bello per la città. La gara è stata eccezionale con un testa a testa, e gli applausi finali tra gli equipaggi, la cosa più bella. Per dar forza a una manifestazione come questa, serve costruirci qualcosa intorno: l’abbiamo fatto». —
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