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Una rete per aiutare gli anziani e controllare che stiano bene

Una rete per aiutare gli anziani e controllare che stiano bene

Prosegue il progetto del Rotary Livorno Mascagni e della comunità di Sant’Egidio Cento le persone seguite nelle proprie abitazioni in nove quartieri della città  

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livorno. Supporto domiciliare per gli anziani e monitoraggio delle loro condizioni di salute, per provvedere alle necessità e superare la solitudine. Sono questi gli obiettivi del progetto “#Covid19restiamoacasa”, portato avanti da qualche tempo e ancora in corso, che vede come promotori il Rotary Club Livorno Mascagni e la Comunità di Sant’Egidio.

«La pandemia ha mostrato che la propria abitazione è il luogo più sicuro per ricevere cura e servizi, soprattutto ad una certa età spiega Sant’Egidio in una nota - E gli obiettivi essenziali degli interventi realizzati nell’ambito del progetto sono: sostenere la permanenza degli anziani nella propria casa, non lasciarli isolati e soli, provvedere alle necessità primarie e quotidiane, garantire l’accesso alle cure di base attraverso un monitoraggio frequente delle condizioni di salute».

Sono circa cento gli anziani “sorvegliati” nelle proprie abitazioni, molti dei quali rimasti isolati e in condizioni difficili. Attiva in nove quartieri della città, prima e dopo i mesi difficili del lockdown, una rete di persone e soggetti pubblici e privati, a sostegno delle necessità degli anziani, fisiche, materiali, economiche e relazionali.

Gli anziani inoltre, per facilitare la sorveglianza, sono stati dotati e laddove possibile addestrati a usare dispositivi medici e informatici, acquistati e forniti dal Rotary Club Livorno Mascagni, per mantenere il contatto con i familiari, gli amici e il medico di medicina generale.

«Il progetto - prosegue la nota - ha guardato anche oltre l’emergenza per favorire, anche in condizioni diverse, la domiciliarietà degli anziani e la possibilità di curarsi restando il più possibile in casa propria. Oltre alle reti di protezione e relazione, è stata avviata da alcuni medici di base la sperimentazione del programma Teltec, ideato e realizzato dal professor Fanucci con il suo team dell’Università di Pisa, destinato ai pazienti fragili con comorbilità e si avvale di una piattaforma informatica che riceve i dati clinici dei pazienti e li invia in tempo reale ai singoli medici curanti, i quali gestiscono, anche in remoto, il piano di monitoraggio e di cura dei loro pazienti. Dieci gli anziani seguiti dai medici coinvolti nella sperimentazione, che sono stati dotati della strumentazione necessaria, messa gratuitamente a disposizione dalla Azienda Usl Nord Ovest e dal team di Fanucci, e che hanno partecipato alla formazione propedeutica al monitoraggio».

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della zona distretto livornese, dell’area cure primarie-sanità territoriale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e del Dipartimento di ingegneria dell’informazione che appartiene all’università di Pisa. —

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