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Trattativa in extremis per scongiurare le tre sedi al liceo Enriques: ecco come
La Provincia di Livorno incontra il consiglio di istituto: nuove valutazioni in corso evitare di aprire una succursale a Shangai
livorno. La trattativa si è riaperta venerdì, a due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico. Una trattativa in extremis, o per meglio dire uno spiraglio, per cercare di scongiurare lo spezzettamento del liceo Enriques in tre sedi diverse, molto distanti tra loro: i locali storici di via della Bassata, la succursale di via Goldoni e i due contestati edifici commerciali di via Filzi, a Shangai, che la Provincia ha preso in affitto da un privato a gennaio e che fino a un mese fa sono stati occupati da alcune classi del Cecioni (che ora ha trovato una diversa soluzione). Diciamolo subito: questa resta al momento la strada tracciata dalla Provincia per lo storico liceo, ma di fronte al secco no confermato anche due giorni fa dal consiglio di istituto si è riaperta la possibilità di una diversa soluzione. A metterci la faccia è stato il vicepresidente della Provincia Pietro Caruso, che venerdì è stato invitato in via della Bassata per parlare con il consiglio che rappresenta tutte le anime della scuola: prof, genitori, ragazzi.
Assenti per motivi personali sia la preside che la vice. «L’incontro è stato franco, chiarificatore, corretto, lo giudico positivo», riferisce a margine. Poi, nel merito: «Sono state prospettate delle possibili varianti al progetto, sulla base dei numeri definitivi di classi e studenti che ci saranno comunicati a breve dal provveditorato». Numeri che «potrebbero anche permettere una valutazione diversa degli spazi di cui necessità la scuola». «Ci siamo presi una settimana per riconteggiare tutto – conclude – e capire se ci sono soluzioni alternative, la nostra disponibilità è massima».
Che la strada sia in salita Caruso non lo nasconde. Ma a cosa si riferisce quando parla di riconteggi e possibili varianti? La sintesi è questa. Il liceo alla fine potrebbe non avere bisogno di 13 aule in più, ma di sei o sette: questo considerando da una parte i muri che la Provincia sta facendo abbattere nella succursale di via Goldoni per ottenere tre aule più grandi e dall’altra lo sdoppiamento chiesto dalla scuola di alcune classi troppo numerose, che potrebbero così fare lezione in stanze più piccole, come quelle già a disposizione nella succursale in centro. È chiaro che con meno aule da trovare, i locali che fanno più gola al liceo sono quelli di Porta a Mare, lì a due passi, dove sono però destinati gli studenti del Nautico. Una strada che richiede prudenza e che potrà essere valutata solo dopo che, a inizio settimana, scuole e Provincia avranno in mano i dati. Intanto la delibera approvata dal consiglio di istituto delle Enriques ribadisce la «impossibilità di organizzare in modo regolare l'attività didattica del 2021-2022 sulla base dell'assegnazione di sedi decretata dalla presidente della Provincia il 29 giugno» e chiede che «siano trovate prima dell'inizio del prossimo anno scolastico soluzioni alternative».
La mamma e presidente Federica Luchetti è chiara: «Il nostro non è un capriccio. Abbiamo apprezzato l’apertura del vicepresidente Caruso, che ha risposto al nostro invito. È stato un incontro dai toni distesi e ci auguriamo che ci sia un margine di ripensamento. Tutte le componenti del liceo cono contro l’ipotesi di tre sedi così distanti: non si riuscirebbe neanche a chiudere l’orario. Porta a Mare sarebbe una soluzione che metterebbe tranquillità almeno quest’anno». Tutto è rimandato al prossimo incontro. Intanto nei prossimi giorni Comune e Provincia faranno un vertice tecnico per valutare che possibilità ci sono di trovare una soluzione insieme. —
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