Il lutto
Tirrenia, per il raid vandalico denunciati quattro ragazzi
Tre sono minorenni: sono accusati anche di aver tentato di rubare nel ristorante del Lido del Carabiniere. Nel mirino alcuni stabilimenti balneari del litorale
Pietro Barghigiani
TIRRENIA. Nella collezione dei bersagli scelti a caso avevano inserito anche un obiettivo che con il senno di poi forse era meglio evitare, il Lido del carabiniere. E nell’includere nelle loro gesta lo stabilimento riservato ai militari dell’Arma la banda di vandali che tra sabato e domenica ha imperversato a Tirrenia è andata oltre il teppismo. Volevano anche rubare. Solo che nel tentativo di entrare nell’area uno del gruppo è stato fermato da un addetto della struttura.
Ha provato pure a bloccarlo, ma l’aspirante ladruncolo è riuscito a scappare, anche se è stato visto in faccia. Un ricordo che è tornato utile nei giorni seguenti quando i carabinieri hanno iniziato a indagare sul raid notturno che tanto ha fatto discutere e protestare gli operatori.
I primi risultati sono arrivati con l’individuazione di quattro ragazzi, di cui tre minorenni e uno di poco maggiorenne. Nati in Italia da genitori di origine slava, al momento sono stati denunciati alla Procura del Tribunale per i minorenni per tentato furto solo per la mancata intrusione nel ristorante. Ma il lavoro degli investigatori punta a estendere al gruppetto anche le contestazioni per i danneggiamenti agli stabilimenti balneari.
Non solo il Lido del carabiniere, ma anche quelli della 46ª Brigata Aerea, del Calypso, del Mistral, del Cisam e altri a Marina di Pisa.
Uno dei denunciati avrebbe confessato di aver partecipato alla sequenza vandalica fornendo dettagli ulteriori a chi sta ricostruendo tutta la cronologia delle incursioni. Le indagini non sono ancora concluse. Gli accertamenti proseguono per attribuire con ragionevole certezza le responsabilità degli assalti ai quattro senza escludere il coinvolgimento di altre persone.
Gli investigatori precisano che i denunciati per i vandalismo nei bagni sul litorale non sono quelli finiti nei guai per i furtarelli al ristorante “Teste & lische” colpito per quattro volte nella sede che si trova nella piazza in cui c’è la caserma dei carabinieri di Marina di Pisa. Una miopia pagata con una denuncia.
I protagonisti dell’ultimo raid, che tanto ha indignato gestori e associazioni di categorie, appartengono a contesti sociali difficili e anche a livello scolastico sono noti per intemperanze che spesso sono sfociate in bullismo fuori controllo.
L’ambiente è quello di una sostanziale libertà che ha permesso ai ragazzi di muoversi in piena notte per mettere a soqquadro arredi, sdraio e ombrelloni in almeno una dozzina di stabilimenti. Irruzioni quasi fotocopia tra gli ombrelloni arrivando fino alla zona del bar e del ristorante, mandando in frantumi arredi e vetri. Senza un motivo apparente se non quello di fare danni. —
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