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Rio Maggiore inquinato, scoperto il problema. «La soluzione? Una centralina sotto al campo scuola»
Vertice al Comune di Lviorno con Asa, Genio civile e carabinieri. «Dalle analisi sul punto di innesto del collettore risulta che le acque sono interferite da scarichi reflui non conformi»
livorno. È con una centralina che sarà posizionata nelle prossime settimane da Asa che si spera di risolvere, o almeno di tamponare nel più breve tempo possibile, il problema dell’inquinamento del rio Maggiore e degli odori insopportabili segnalati intorno al tratto appena stombato in zona stadio. La conferma arriva dall’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello, che venerdì 2 luglio ha convocato una riunione in Comune con i rappresentanti della quarta commissione consiliare, del Genio civile, dell’ufficio ambiente, di Asa e dei carabinieri forestali, che hanno un esperto nucleo investigativo.
Cosa è emerso? Dai rilievi fatti, si pensa che la causa principale della cattiva qualità delle acque del fiume sia da ricercare nel tratto, che corre sotto al Campo scuola, dove il rio Cavalleggeri confluisce nel rio Maggiore. Il Cavalleggeri funziona come collettore di fogna bianca e porta con sé le acque meteoriche che arrivano da Coteto e da Salviano. «Dalle analisi sul punto di innesto del collettore – viene spiegato dal punto di vista tecnico – risulta che le acque sono interferite da scarichi reflui non conformi e non correttamente recapitati in fognatura nera». Quindi che fare? Anche perché non stiamo parlando di controllare le acque che arrivano da tre o quattro case, ma da due quartieri interi.
«Dobbiamo intervenire in tempi rapidissimi», ripete l’assessora Cepparello. Quindi? «Abbiamo davanti due strade. Una più lunga che prevede di fare un censimento degli scarichi abusivi anche in quel rio, e per questo siamo disponibili a firmare una convenzione con Asa. Ma intanto una soluzione c’è e consiste nel posizionamento di una centralina di sollevamento delle acque di minima, che intercetta le acque sporche (più pesanti) e le riversa nella fognatura nera. I tecnici ci hanno spiegato che va posizionata proprio nel punto di innesto. I tempi? Si comincia subito, Asa ha parlato di un mese al massimo per fare i lavori». Nel frattempo, sottolinea, va approfondito il censimento degli scarichi irregolari già partito intorno al primo tratto stombato del rio Maggiore. I riflettori saranno accesi in particolare nella zona in fondo a via Lusena, dove gli argini risultano più umidi.
Per accelerare le ricerche il Comune sta appunto studiando una convenzione ad hoc con Asa, mentre viene riferito che anche il nucleo investigativo del Gruppo carabinieri forestali «garantirà il proprio supporto nella fase di informazione e di eventuale attività sanzionatoria verso i titolari degli scarichi abusivi».
«Con Asa – chiosa Cepparello – abbiamo deciso di mettere in piedi anche una campagna di sensibilizzazione sugli scarichi abusivi. Quante persone scaricano in modo irregolare e magari neanche se ne accorgono? Pensiamo alle classiche lavatrici sui terrazzi o ai bagnetti in cantina... vanno a finire nelle acque bianche, creando i problema che stiamo vedendo». «Una cosa – conclude – mi preme dirla: con questa operazione stiamo andando verso un risanamento ambientale, perché quella robaccia là sotto c’era già, non è stato lo stombamento a causarla». Ma con lo stombamento ora è a cielo aperto. —
J.G.
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