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Livorno

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Anziana si sente sola e chiama la polizia «Venitemi a fare un po’ di compagnia»

Stefano Taglione
Anziana si sente sola e chiama la polizia «Venitemi a fare un po’ di compagnia»

Gli agenti l’hanno tranquillizzata, chiamando poi i figli: «Per nostra madre facciamo l’impossibile con i soldi a disposizione»

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Stefano Taglione

livorno. «Mi sento sola». Tre parole di aiuto e paura attraverso il telefono fisso. Alla cornetta c’è Loriana Freschi, un’anziana di 86 anni che da sempre abita in via Micali ed è rimasta vedova del marito. Dall’altra parte una poliziotta del 113, con la sala operativa che in quei minuti è intenta a gestire diverse emergenze in città. Non è una richiesta di soccorso quella della donna, che stava bene e, per altro, tutti i giorni riceve le visite dei due figli e la mattina è sempre in compagnia di una badante. È una richiesta di sostegno soprattutto psicologico, dettata dalla solitudine che spesso colpisce gli anziani. Perché ha paura di rimanere sola e «per non disturbare i miei figli – racconta – ho deciso di chiamare le forze dell’ordine, perché volevo un po’ di compagnia e sentivo pure degli strani rumori in casa, anche se all’interno a parte me non c’era nessuno».

Sono quasi le 21 di mercoledì scorso. L’anziana è da sola davanti alla televisione, anche se fino a poco prima uno dei figli era andato a prepararle la cena, rimanendo qualche ora con lei, come sempre d’altronde. Gli agenti al telefono cercano subito di rincuorarla e tranquillizzarla, capendo immediatamente la situazione. Poi le mandano una volante sotto casa con due poliziotti, che salgono per le scale e si fanno aprire la porta per verificare che la donna stia bene e non abbiamo bisogno delle cure ospedaliere. Ed è così per fortuna, visto che è nel suo appartamento seduta su una poltrona davanti al televisore acceso. Poi avvertono i servizi sociali del Comune e i figli, che si precipitano in casa per capire che cosa fosse successo. Sono proprio loro ad accettare di raccontare al Tirreno la storia della mamma, casalinga rimasta vedova da qualche tempo (il marito era un ex dipendente statale ndr) e il cui unico sostegno è «una pensione da 804 euro al mese, che noi integriamo con i nostri soldi – dicono i figli – con la quale bisogna pagare affitto, utenze, cibo e 130 euro settimanali per la badante che amorevolmente la accudisce ogni mattina per tre ore».

«Noi con le risorse a disposizione facciamo l’impossibile per prenderci cura di nostra mamma, perché naturalmente ci teniamo tanto, come è normale che sia – proseguono i figli, che preferiscono mantenere l’anonimato, pur accettando di comparire nella foto in alto – visto che a 86 anni non riesce a essere autonoma e la sera, sentendosi sola, ci chiama. Stavolta non ci ha telefonato, ha chiamato direttamente il 112 e ha poi parlato con la questura. Da un mese ci siamo rivolti ai servizi sociali ed entro settembre speriamo che ci possa essere la visita sanitaria per un’integrazione contributiva. Senz’altro può far molto bene a Loriana e confidiamo in questo sostegno, anche se dagli uffici ci hanno detto che ci vorrà ancora un po’ di tempo per esaminare la situazione. Anche se lo scenario purtroppo non sta migliorando», sottolineano.

Per ora i figli – uno di loro lavora all’Accademia navale, un altro a Fauglia e appena possono corrono in aiuto della madre con la quale hanno un bellissimo rapporto – si sono organizzati con una badante di mattina (tre ore al giorno per 130 euro alla settimana) e fanno a turno il pomeriggio, cercando di farla stare sola il meno tempo possibile. «Se ci sono associazioni che possono aiutarci – proseguono – siamo a disposizione e le ringrazieremmo tanto. Intanto ci teniamo particolarmente a ringraziare la polizia di Stato. Gli agenti che sono arrivati in sostegno di nostra madre sono stati bravissimi e professionali, in loro abbiamo visto una grande umanità. È questo lo Stato che ci piace, uno Stato che non si ferma di fronte alle difficoltà. Fra l’altro, anche il giorno successivo (giovedì scorso ndr) alcuni agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, guidati dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, sono tornati a casa per accertarsi che nostra mamma stesse bene. Sono rimasti più di un’ora, siamo rimasti piacevolmente colpiti». —

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