Gioco
Oltre 140 opere da ammirare divise in otto sezioni a tema
LIVORNO. La mostra “Mario Puccini, Van Gogh involontario” (2 luglio-19 settembre) è curata da Nadia Marchioni, affiancata da un comitato scientifico formato da Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon, Carlo Sisi. Appese alle pareti del Museo della Città ci sono oltre 140 opere divise in otto sezioni. Entrando si ha subito l’impressione di percorrere una via privilegiata. La struttura è ottima, con pannelli illustrativi che raccontano le fasi salienti della vita di Puccini. Gli esordi con l’influenza del maestro Fattori, di Silvestro Lega e del compagno di corso Plinio Nomellini: dunque i ritratti. Poi il percorso prosegue con le nature morte, le meravigliose vedute del porto di Livorno, e i paesaggi “dove il lirismo raggiunge vertici di altissima sensibilità” come scrive Marchioni, nella presentazione. Ci sono anche le due versioni de “Il Lazzaretto”, targate 1911, olio su tela 205x95 cm, una delle quali arredava la sala del Caffè Bardi, di cui Puccini era apprezzato frequentatore. L’impatto per il visitatore è molto forte. Un'esposizione promossa dal comune di Livorno, da Fondazione Livorno Arte e Cultura e da Fondazione Livorno. L’apertura va dal martedì al venerdì (10-20), sabato e domenica (10-22). Lunedì è il giorno di chiusura. I prezzi vanno dagli 8 euro (intero) ai 5 euro (ridotto). C’è anche un bellissimo catalogo, edito da Pacini Editore, diviso in tre parti fondamentali: le presentazioni (con gli interventi di Luca Salvetti, Simone Lenzi, Luciano Barsotti e Olimpia Vaccari. Poi gli scritti di Nadia Marchioni, Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon, Elisabetta Matteucci. Gli approfondimenti di Giorgio Mandalis, Michele Pierleoni, Simonella Condemi, Stefano Marino, Elisabetta Annino. Ed infine il ventaglio completo delle opere.
L’immagine scelta per la copertina è il dipinto “Il ponte alla Sassaia”, un capolavoro che raccoglie in se tutte le sfumature dell’estro Pucciniano. Per ulteriori informazioni c’è il sito mostramariopuccini.comune.livorno.it. e la pagina facebook ufficiale del Museo della Città. —
S.F.
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