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In via Calatafimi spunta la maxi antenna e scoppia la protesta

J.G.
In via Calatafimi spunta la maxi antenna e scoppia la protesta

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livorno. Quando ieri mattina hanno visto arrivare la maxi gru, seguita da un’antenna gigante, sono rimasti senza parole. Il tempo di capire che quell’antenna alta parecchi piani sarebbe stata installata proprio davanti ai palazzi, in un pezzo di area verde – o meglio tagliando una parte dell’area riservata alla sgambatura dei cani – e in via Calatafimi è scoppiata la protesta.In molti sono scesi in strada, si sono radunati intorno al cantiere, hanno iniziato a fare domande e chiamato il Comune. Sul cancello il foglio con l’autorizzazione che indica come committente la Iliad Italia Spa: l’antenna per la telefonia sarebbe quindi una di quelle che la società sta installando in varie città per incrementare la copertura della rete.

La protesta ieri si è fatta accesa, tanto che intorno alle 17, sul finire del consiglio comunale, in via Calatafimi è arrivato anche il sindaco.

Chi ha autorizzato i lavori? Quando? È possibile tornare indietro? Tutte domande che hanno fatto i rappresentanti di molte delle 152 famiglie che vivono nei tre grandi palazzi rossi costruiti anni fa alla fine di via Calatafimi. Ma anche di altri palazzi che si affacciano sul verde di Villa Regina, a due passi da Borgo San Jacopo.

Sarà l’amministratrice di condominio Mirella Campidonico a cercare di fare chiarezza oggi in un incontro fissato in Comune. «Stando alle prime verifiche – spiega – nel 2016 è stata accordata dal Comune la facoltà di installare antenne in aree pubbliche in città, ma faremo un accesso agli atti per capire i dettagli di questa operazione». Partendo da un punto: «La cooperativa che ha costruito i tre palazzi e che era proprietaria di tutte le aree intorno, a suo tempo ne cedette una parte al Comune in virtù di una convenzione». Su quelle aree cedute sarebbero poi stati realizzati il parcheggio pubblico e le aree a verde. «Vogliamo capire – sottolinea l’amministratrice – se in quell’area esistevano vincoli, insomma se potevano essere fatti cambi di destinazione d’uso». «Il sindaco – conclude – si è impegnato a farci accedere in tempi rapidi agli atti e ci ha garantito il suo interessamento perché intanto Arpat fornisca dati sul campo elettromagnetico attuale». —

J.G.

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