Il Tirreno

Livorno

il problema (irrisolto da decenni)  

Il viale di Tirrenia non ce la fa proprio più a reggere il maxi-traffico dell’estate

Donatella Lascar
Il viale di Tirrenia non ce la fa proprio più a reggere il maxi-traffico dell’estate

Dopo l’incidente in cui ha perso la vita un ciclista livornese riemerge l’inadeguatezza di una arteria sotto stress

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Donatella Lascar

tirrenia. Il vialone litoraneo che passa per Calambrone, Tirrenia e Marina di Pisa è sempre stato una strada pericolosa. Non sono una novità gli incidenti (e anche gli investimenti) che hanno avuto epiloghi tragici come quello di domenica scorsa, in cui un livornese di 74 anni che viaggiava sulla sua bicicletta da corsa ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’auto.

In tutti questi anni non è stato fatto niente per migliorare la situazione e rendere più sicura questa strada fondamentale per il litorale. Ogniqualvolta accadono questi fatti, i nodi mai risolti della viabilità sul litorale riemergono con tutta la loro forza. Il vialone litoraneo è l’unica strada sulla costa che collega direttamente le tre frazioni balneari e ormai sono decenni che ne viene denunciata l’inadeguatezza rispetto all’espansione che il litorale ha avuto.

Il primo a sottolineare questo aspetto cruciale è il presidente del Sib (Sindacato dei balneari) Fabrizio Fontani: «La Litoranea è una strada che risale all’inizio del secolo scorso e ormai è inadeguata per sostenere il traffico estivo del litorale. Quella strada è percorsa da camion di vario genere, dai furgoni dei rifornitori dei vari stabilimenti che vi si affacciano, dagli autobus, dalle macchine, dagli scooter, dalle biciclette e ora anche dai monopattini, dai camion della Geofor, che quando si fermano per raccogliere l’immondizia formano file interminabili perché la strada è troppo stretta per poter sostenere tutto questo traffico e il via-vai dei pedoni».

Per Fontani a questo si deve aggiungere anche che, «essendo i parcheggi insufficienti», molto spesso «le auto vengono lasciate in sosta sul bordo della strada rendendola ancora più stretta e diminuendo ancora di più la visibilità a chi deve uscire dagli stabilimenti o dai parcheggi stessi».

Insomma, bisognerebbe: 1) «allargare la strada»; 2) «ampliare i parcheggi»; 3) «creare una vera pista ciclabile» perché «il marciapiede esistente è troppo stretto per ospitare sia i pedoni che le biciclette». Ma soprattutto, a giudizio dell’esponente del sindacato di categoria, «ci vorrebbe una viabilità alternativa: è da tempo che lo diciamo e bisogna iniziare a discuterne».

Che la litoranea è un’arteria fondamentale per la zona è emerso palesemente qualche anno fa quando proprio in un tratto della pineta che costeggia quella strada si sviluppò un incendio che venne subito messo sotto controllo ma che ebbe come conseguenza di tagliare in due il litorale.

Questa viabilità, pensata per un traffico di inizio Novecento ormai è ampiamente superata: lo afferma anche Alessandro Cordoni, presidente di Confesercenti Litorale e titolare del bagno Vittoria (Marina di Pisa), il cui accesso è proprio sulla Litoranea: «Questa è una viabilità insufficiente che rende pericolosa anche la strada – afferma –. Il marciapiede che la costeggia è decisamente stretto perché, malgrado non sia stato pensato per permettere sia il transito dei pedoni sia delle biciclette, di fatto lo è».

Il numero uno di Confesercenti ricorda che la ciclabile del lungomare di Marina «s’interrompe al ristorante Foresta e non ricomincia fino alla rotonda del bagno Lido al confine di Tirrenia». Questo – rincara – induce tutti coloro che usano la bicicletta ad andare sul marciapiede per maggior sicurezza dal momento che la strada è troppo stretta: ma «in questo modo diventa pericoloso anche uscire con le macchine dagli stabilimenti perché si rischia di trovarsi davanti una bicicletta e di prenderla in pieno».

Manca una vera pista ciclabile, sottolinea: «Si spera che, proseguendo fino al Lido quella che da Pisa arriva a Marina, questo problema si risolva. Comunque, o si allarga la strada oppure bisogna pensare ad una viabilità alternativa che permetta lo scorrimento veloce per chi deve andare da Marina direttamente a Tirrenia lasciando la Litoranea per l’accesso agli stabilimenti».

I ciclisti sulle biciclette da corsa non usano il marciapiede come pista ciclabile ma la strada e lo dimostra anche l’incidente di pochi giorni fa. Un incidente che Alessandro Giuliani, titolare del bagno Zara, che praticamente si trova di fronte a dove è avvenuto il fatto, ha definito un caso fortuito ma che evidenzia comunque un problema di sicurezza di questa strada.

«Mancando i parcheggi, – dice Giuliani – la gente si organizza come può lasciando la macchina dove possibile mentre, sul marciapiede, ci passano pedoni, biciclette, monopattini e nessuno sa più se è solo un marciapiede o altro. In inverno, invece, la strada è pericolosa perché viene percorsa a grande velocità, non sarebbe male prevedere un autovelox». —

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