Italia
Famedio, parte il restauro Lions e Rotary: «Ridoniamo un tesoro alla nostra città»
Zingoni: è una riqualificazione architettonica e culturale L’intervento della Fondazione Livorno. Barsotti: speriamo che sia solo l’inizio
LIVORNO. Non è solo una messa in sicurezza, è anche e soprattutto un intervento per valorizzare un pezzo di storia della città. È partito il restauro del Famedio di Montenero, il loggiato monumentale davanti al Santuario, dove riposano livornesi illustri come i pittori Giovanni Fattori e Mario Puccini e i politici Francesco Domenico Guerrazzi e Carlo Meyer. L’intervento che renderà il Famedio alla città in tutto il suo antico splendore riguarda le nove edicole della struttura. In particolare ci si concentrerà sul ripristino degli intonaci e l’idrolavaggio dei marmi, e andrà avanti per circa un mese.
«Si tratta di una riqualificazione architettonica e anche culturale», dice Gian Luca Zingoni, presidente del Lions club Livorno host. Zingoni, in prima fila grazie a una convenzione fra la sua associazione e il Comune, è riuscito a coinvolgere altri tre service club (Lions club Porto mediceo, Rotary club Livorno e Rotary club Mascagni), la Fondazione Livorno e diversi soggetti privati per finanziare i lavori. E così, grazie a tutto questo impegno, sono stati raccolti circa 30mila euro per riportare il Famedio allo splendore di una volta.
Il sindaco Luca Salvetti sottolinea «la volontà di stare insieme dei quattro service club, realtà che di solito lavorano da sole» e inserisce il restauro del Famedio in un quadro più ampio: «Questo intervento si sposa alla perfezione con la nostra idea di città. Stiamo provando a dare esempi lottando con la burocrazia e riscoprendo le bellezze di Livorno, l'arte e i volti di Livorno. Qui dentro abbiamo la storia e la memoria».
Storia e memoria che portano anche al nome di Puccini, a cui è dedicata la mostra che si aprirà domani al Museo della città. «Il restauro del loggiato in cui riposa anche Puccini e il via alla sua mostra – interviene l'assessore Simone Lenzi – sono sì una coincidenza, ma non è un caso: è l'ulteriore testimonianza di una città che sta prendendo consapevolezza degli aspetti più brillanti e qualificanti della sua storia». Del Famedio parla anche don Luca Giustarini, parroco di Montenero: «È un monumento che riassume la storia religiosa e laica della città, un connubio sereno e tranquillo. I lavori? Fondamentali. L'anno scorso feci togliere alcuni pezzi di intonaco che venivano giù».
Per il progetto, nel pieno rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza, sono state incaricate le architette Valeria Aretusi e Alessandra Carlesi. Oltre al restauro, sarà migliorato il sistema di illuminazione e verranno aggiunti cartelli informativi sia in italiano che in inglese. «Speriamo che sia solo l'inizio dell'operazione di restauro del Famedio - le parole di Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno - dopo questo intervento toccherà all'amministrazione comunale completare i lavori e sistemare ulteriormente la struttura».
Intanto, insieme al restauro, è partita anche la campagna di comunicazione per riscoprire e valorizzare i personaggi livornesi che riposano al Famedio, una campagna curata dallo sponsor Zaki e già attiva sui social del Lions club Livorno host. «Ridoniamo loro la fama» è infatti lo slogan di Zingoni e dei club coinvolti.
«Abbiamo studiato un piano editoriale con post sulla storia di questi personaggi, personaggi che ritroviamo ogni giorno leggendo i nomi delle vie cittadine», chiude Stefano Pampaloni dall'agenzia di comunicazione Zaki. —
Gi.Ta.
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