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L’Authority punta a risparmiare energia

L’Authority punta a risparmiare energia

In ballo una maggior efficienza dell’illuminazione esterna Sul lungo periodo si guarda più all’idrogeno verde che al gnl 

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livorno. L’Authority conta di adottare entro il mese prossimo il Deasp, sigla che indica il “Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale di Sistema Portuale”: una sorta di “bussola” sul fronte delle strategie che Palazzo Rosciano – presidente Luciano Guerrieri, numero due Massimo Provinciali – vuol mettere in campo in fatto di energia (e, di riflesso, ambiente). Il dato di partenza è il fatto che i porti governati dall’istituzione labronica (cioè Livorno, Piombino, Elba e Capraia) producono, quanto a gas climalteranti, complessivamente 282mila tonnellate all’anno di anidride carbonica equivalente: il 76% a Livorno, il 13% a Piombino.

In ballo questioni come: 1) l’elettrificazione delle banchine per consentire alle navi di spegnere i motori quando sono ormeggiate (Livorno ha un impianto pilota che però è inutilizzato da anni); 2) la riduzione dei consumi energetici, in particolare tramite una maggior efficienza dell’illuminazione delle aree esterne; 3) la creazione di un consorzio d’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili (coinvolgendo terminalisti e operatori portuali»). Con un’analisi costi-benefici che non si limiti agli importi strettamente finanziari ma guardi anche alle “esternalità”, cioè ai costi ambientali.

Occhi puntati sull’ammodernamento dell’impianto di illuminazione pubblica nel porto di Livorno: con «un investimento di 314mila euro» garantirebbe «un risparmio annuale di energia elettrica pari a 660 megawatt» (quantificabili in «137mila euro «con una «generazione di benefici ambientali annuali pari a 220mila euro»). L’Authority segnala che «sono in fase di valutazione soluzioni di illuminazione intelligente che consentirebbero un aumento dell’efficienza e di risparmio energetico del sistema di illuminazione».

L’acquisto della elettricità dalla rete nazionale comporta «l’emissione di circa 11. 900 tonnellate di anidride carbonica equivalente». Se reperita dal mercato delle fonti rinnovabiliso avrebbe «non solo l’azzeramento degli inquinanti ma anche un beneficio socio-ambientale-sanitario sul territorio equivalente a circa 34 euro per ogni kWh elettrico consumato, corrispondente a circa un milione e mezzo di euro all’anno al tasso di consumo attuale».

Quanto all’uso del gnl, è vero che «nel breve-medio termine» sono in previsione iniziative per utilizzarlo sul versante logistico nel porto di Livorno ma resta un combustibile «comunque di origine fossile», dunque come orizzonte strategico si guarda a «alternative quali l’ammoniaca e, soprattutto, l’idrogeno». Aggiungendo: «In linea con gli obiettivi europei e nazionali, nell’orizzonte temporale 2030 e 2040, l’Authority punta alla produzione di idrogeno verde». Per il presidente Guerrieri «la sostenibilità sociale e ambientale non è più una scelta, è un imperativo dettato da normative, dal mercato, dalle comunità locali e di area vasta». –

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