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Dramma all'Accademia, niente autopsia: il corpo di Marco restituito ai familiari
Con il passare delle ore, infatti, prende sempre più piede l’ipotesi che ad uccidere Villano, podista e tifosissimo del Milan, potrebbe essere stato un malore legato a una patologia che aveva da anni
LIVORNO. Ancora la certezza non c’è. Ma l’intenzione della Procura è quella di non effettuare l’autopsia sul corpo di Marco Villano, il dipendente della Tdt annegato a 42 anni nel pomeriggio di sabato 26 giugno davanti alla spiaggia dell’Accademia. La certezza, potrebbe arrivare questa mattina, quando sulla scrivania del pubblico ministero Giuseppe Rizzo è attesa la relazione del medico legale che ha eseguito un esame esterno sul corpo del quarantaduenne. A quel punto la salma - se non ci saranno sorprese - sarà restituita ai familiari per il funerale che sarà organizzato, forse già domani, dalle onoranza funebri della Svs.
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Con il passare delle ore, infatti, prende sempre più piede l’ipotesi che ad uccidere Villano, podista e tifosissimo del Milan, potrebbe essere stato un malore legato a una patologia che aveva da anni. Secondo le testimonianze delle persone che sabato erano alla spiaggia dell’Accademia, Villano sarebbe andato in acqua intorno alle 16.30. Dopo poco meno di due ore, non vedendolo rientrare, alcuni conoscenti hanno dato l’allarme. Sono stati i militari della Capitaneria di porto a ritrovare il cadavere sul fondale. Troppo tardi per cercare di salvarlo. --
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