Gioco
Esenzione totale per palestre teatri, cinema, centri sportivi
Misura decisa per lo stop in pandemia. Attività come bar, ristoranti e parrucchieri dovranno pagare solo i costi fissi. Anche qui è previsto il saldo dello scorso anno
livorno. La principale novità sul fronte delle utenze non domestiche, in altre parole delle imprese, riguarda quelle attività che da un anno a questa parte non hanno quasi mai potuto aprire le porte al mondo, o hanno potuto farlo solo per pochissimo, a causa delle restrizioni imposte per la pandemia: cinema, teatri, palestre, impianti sportivi. Quest’anno tutte queste realtà non dovranno pagare la Tari: né la parte variabile né la parte fissa. Il Comune, per la prima volta, ha previsto l’esenzione totale, proprio alla luce di quanto avvenuto negli ultimi mesi. Una misura che poggia i piedi su un principio chiaro: paghi perché produci rifiuti, se invece non ne puoi produrre non paghi.
È invece confermata la misura del pagamento della sola parte fissa per le aziende che in linea generale hanno potuto continuare a lavorare, ma non hanno potuto farlo in condizioni ottimali e, comunque, non sempre: un esempio sono bar, ristoranti, pizzerie, che a lungo hanno potuto fare solo asporto, ma anche parrucchieri, estetisti e negozi. Stando a quanto anticipato dal municipio, la lista dettagliata dei codici che identificano le tipologie di attività interessate dal provvedimento e che arriverà nei prossimi giorni in consiglio comunale è la stessa prevista per la medesima misura nel 2020.
Questa manovra a copertura delle agevolazioni per le utenze non domestiche vale 3 milioni e 250mila euro, che dovrebbero essere in gran parte finanziati dal decreto Sostegni bis (il Comune stima di ricevere circa 2,3 milioni).
Stando ai calcoli dell’amministrazione, le attività che non dovranno pagare la parte variabile, alla fine si troveranno a versare in media circa il 21 per cento in meno rispetto al 2020, per effetto del nuovo minore peso dei costi fissi in bolletta (vale lo stesso meccanismo di calcolo spiegato per le famiglie, ma per le aziende a pesare nella parte variabile sono i metri quadri e la produzione di rifiuti).
Gli esempi che vengono fatti nelle carte, calcolati su valori medi, sono quelli di un ristorante che avrà una riduzione di 436,80 euro rispetto al dovuto del 2020, di un bar che la avrà di 226 euro e di un albergo di 673 euro. Come nel caso delle utenze domestiche, andranno però poi visti nel dettaglio i singoli casi.
A Livorno le utenze non domestiche sono al momento circa 10.500: il 33 per cento avrà l’esenzione totale o parziale appena descritta. Per il resto la storia cambia.
Sempre stando ai dati di palazzo Civico, circa il 20 per cento delle attività rimanenti avrà incrementi della tassa sui rifiuti fino al 2 per cento, le altre si assesteranno su valori simili a quelli dello scorso anno o registreranno riduzioni.
Attenzione: anche le utenze non domestiche dovranno pagare il conguaglio del 2020. Ovviamente le attività che lo scorso anno avevano dovuto versare solo la parte fissa della tariffa, quest’anno pagheranno il 10 per cento sempre di quella parte. I bollettini arriveranno con il conteggio già fatto, sia per il 2021 che per il 2020. È poi possibile che a chi quest’anno risulta totalmente esente, come ad esempio i gestori delle palestre, non venga inviato alcun modello F24: in questo caso il conguaglio sarà scalato nel 2022.
L’assessora Viola Ferroni e i tecnici ricordano che, al di là delle agevolazioni Tari 2021, per il mondo delle aziende sono ancora previste riduzioni soggettive legate alle modalità di smaltimento dei rifiuti speciali: «Il nostro regolamento prevede riduzione della parte variabile fino al 20 per cento». Ma in questo casi devono essere i diretti interessati a fare domanda. —
J.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
