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Chiesa in lutto, si è spento monsignor Pietro Basci: una vita da parroco a Livorno

Chiesa in lutto, si è spento monsignor Pietro Basci: una vita da parroco a Livorno

È stato a Rosignano, Nugola, Santa Caterina e Quercianella, poi in duomo. Alla guida dell'Ufficio beni culturali della curia

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Livorno. Fra poco più di una settimana avrebbe speso 82 candeline sulla torta di compleanno, ma monsignor Pietro Basci non ce l'ha fatta a festeggiarli: si è speso nella casa in Valtellina dove, lasciando gli incarichi per l'età e per il saluto, da qualche tempo si è trasferito per andare a vivere là dove vivono i suoi familiari. Ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio celebrandone il funerale a Sondrio sarà l'ex vescovo della nostra diocesi, Diego Coletti, che lo nominò monsignore.

Invece la comunità ecclesiale di Quercianella, dov'è stato «parroco dal 2001 al 2014», come segnala don Alberto Vanzi via social, lo ricorderà commemorandolo nelle liturgie festive di sabato 3 e domenica 4 luglio.
In una lunga intervista al giornale diocesano in occasione dei suoi 50 anni da prete, don Basci aveva ricordato il periodo vissuto da bambino all'estero quando con la famiglia aveva seguito il padre che era andato a lavorare in Francia «prima come muratore e poi come capomastro»: lui era stato studente nelle scuole di un paesino montano dei Savoia e poi in Val d'Isere.

La scelta di farsi prete era arrivata al roientro in Italia entrando nel seminario di Como e poi andando a Domodossola a seguire gli studi di teologia dai padri rosminiani. E Livorno cosa c'entra? È nella nostra città che arriva a concludere gli studi: l'occasione gliela offre un prete valtellinese nel servizio a Pisa. Qui da noi trova una diocesi in fermento conciliare guidata dal vescovo Emilio Guano e contrassegnata da figure con don Roberto Angeli. Da giovane prete è in servizio a Rosignano con don Vitaliano Corelli (dal '67 per cinque anni), poi dal '72 al '96 parroco a Nugola, dal 1996 un quinquennio nel cuore della Venezia dopo che i domenicani avevano lasciato la chiesa di Santa Caterina, quindi un lungo periodo ultradecennale a Quercianella.

Nel frattempo è stato insegnante sia a Rosignano (alle Fattori, alle Dante Alighieri, all'Ipsia) che a Livorno (principalmente al liceo Enriques). In curia si è occupato inizialmente degli aspetti organizzativo-amministrativi, poi è passato all'Ufficio per le missioni, quindi al Tribunale ecclesiastico con monsignor Uguccione Ricciardiello. Prima di lasciare il servizio attivo, don Basci ha ottenuto il titolo sia di commendatore dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro sia di "cappellano di Sua Santità" e l'era stato affidato l'incarico di preposto del Capitolo della Cattedrale. In realtà, però, nell'organizzazione della curia dell'era del vescovo Simone Giusti, il suo impegno principale era la guida di due uffici diocesani come quello per l'edilizia ecclesiastica o quello dei beni culturali della Chiesa livornese in rapporto con la Sovrintendenza. —

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