Gioco
Amore e diritti, il Pride in Fortezza a Livorno: «Ora accelerate sulla legge Zan»
Quest’anno una edizione suddivisa in varie città toscane, nel 2022 l’iniziativa fra la stazione e il mare
LIVORNO. «Finalmente posso dirlo: buon pomeriggio Livorno! », esclama il presidente di Toscana Pride Luca Dieci, e in Fortezza Nuova esplode l’entusiasmo degli oltre 400 partecipanti alla tappa labronica della festa dell’amore e dei diritti. La città aspettava da due anni. Dieci fu nominato nel 2019, perché – come da tradizione – la presidenza spetta a un residente della città che ospita la manifestazione. Poi la pandemia ha messo i bastoni fra le ruote, l’edizione 2020 è saltata e nel 2021 si è moltiplicata contemporaneamente ad Arezzo, Firenze, Pisa e Pistoia, e Prato. Quest’anno niente tradizionale parata, perché le restrizioni non la permettono, così come hanno imposto il numero chiuso. In Fortezza però è tutto esaurito (serviva la prenotazione), e agli ingressi c’è la fila per entrare.
«Essere riusciti a mettere d’accordo tutti ha richiesto mesi di lavoro. La soddisfazione è grande e siamo parecchio orgogliosi di questo risultato, e Livorno si conferma città aperta», spiega Martina Cardamone, presidente di Arcigay Livorno dal 2018 e al suo primo grande evento «e primo passo verso l’edizione 2022». E i soggetti coinvolti non mancano: le istituzioni regionali e cittadine, Agedo Toscana Livorno con la sua presidente Rita Rabuzzi, la stessa Arcigay, le Famiglie Arcobaleno e la rete Genitori Rainbow. Quasi impossibile tenere il conto, senza dimenticare gli artisti a cominciare dal New Choir per finire con la divina Madame Lalique Chouette passando per Fabrizio Corucci, Luca Ten, Salvatore Tannura e Violet.
Tantissimi, sotto al palco, i giovani e meno giovani Lgbtqi e non, in uno sfoggio di colorata accettazione di sé e del prossimo: adesivi, bandiere e bandierine, fischietti e spillette, in un vortice di allegria in grado di attirare l’attenzione e la curiosità anche dei passanti fuori le mura.
«Livorno l’aspettava e se la meritava. In questi ultimi tempi siamo stati un po’ silenziosi, era l’ora di scendere in piazza per avere ciò che dobbiamo avere: una legge Zan senza modifiche né tagli, senza se e senza ma», racconta ancora Dieci. Il Toscana Pride riemerge proprio nel mezzo al dibattito politico sull’approvazione del disegno di legge promosso dal deputato Pd Alessandro Zan per introdurre aggravanti specifiche per i crimini d’odio e discriminazioni contro persone omosessuali, transessuali, donne e disabili.
Vale la pena di ricordare che il ddl è stato approvato nel novembre scorso alla Camera. Dopo il primo via libera, la legge è rimasta per mesi in stallo a causa dell’ostruzionismo della Lega e del suo senatore Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia. Dalle aule parlamentari e dalle strade, il dibattito è proseguito inevitabilmente nella platea della manifestazione, dove sedevano anche il consigliere regionale Francesco Gazzetti, gli assessori comunali Giovanna Cepparello e Rocco Garufo, e il consigliere comunale Federico Mirabelli.
Si è poi spostato sul palco, con l’intervento dell’assessore comunale ad associazionismo e diritti Andrea Raspanti: «I progressi civili fatti in Italia negli ultimi 80 anni grazie al coraggio di persone comuni e di pochi politici coraggiosi sono straordinari. Nell’arco di due o tre generazioni sono stati scardinati pregiudizi vecchi quanto l’umanità, e adesso abbiamo l’opportunità di fare un altro passo avanti approvando il ddl Zan e mettendo un argine alla propaganda di chi, facendosi scudo della necessità di superare ipocrisie e correttezza politica, vorrebbe portare il Paese indietro nel tempo e, di fatto, finisce per offrire uno scudo a chi discrimina, emargina e semina odio. L’auspicio – conclude Raspanti – è che da questa come da altre piazze arrivi al Parlamento un messaggio di forza e di fiducia nella capacità dei nostri rappresentanti di fare l’unica scelta giusta: approvare la legge quanto prima».
Nel corso dell’evento si è svolta una serie di piccoli e ordinati flash mob a sostegno del didosegno di legge al grido di “liberiamo i diritti”. L’edizione “statica” del 2021 vuol essere una sorta di “riscaldamento” per quella del 2022, quando – condizioni permettendo – tornerà la grande parata secondo la formula già concordata ormai due anni fa: con l’arrivo di tutti i partecipanti alla stazione e un percorso che si sviluppa fino al mare. —
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