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«Sempre interessati a rilevare il Livorno»
LIVORNO. Manca meno di una settimana al 2 luglio, giorno fatidico per il futuro del Livorno. Un minimo di vita c’è ancora nella valle della disperazione amaranto. Ieri il Gruppo Maurya ha confermato l’interesse ad acquisire la società. L’ha fatto con una nota ufficiale che riporta direttamente le virgolette dell’imprenditore indiano: «Le condizioni, i termini e le garanzie sono stati ampiamente discussi e presentati nella lettera di intenti già in possesso di tutti i Soci del Livorno Calco - ha affermato Maurya - attendiamo il loro consenso affinché si possa procedere in tempi brevi allo svolgimento della due diligence». Qualora la stessa dia risultati positivi, il gruppo è pronto a dare seguito all’acquisizione del Livorno, si legge nella nota. Insomma, almeno questa trattativa è ancora possibile.
Il fatto però è che la stessa riflessione l’ha fatta a inizio settimana l’imprenditore italo svizzero Walter Tisone: «Se Spinelli torna all’accordo che aveva raggiunto con noi, rileviamo il Livorno», aveva affermato ai suoi uomini.
Il nodo dunque resta l’ex presidente. E le condizioni che pone per cedere la società amaranto. «È tutto legato a chi si accolla i debiti», spiegava alcuni giorni fa al Tirreno Pier Paolo Gherlone, responsabile amministrazione finanza e controllo della società.
E Spinelli, proprio una settimana fa, evidenziava che il gruppo Maurya avesse già fatto molte due dilgence. Ora ne è prevista un’altra. Ma il passaggio fondamentale è questo: alle condizioni già concordate ci sono almeno due gruppi pronti a rilevare il Livorno (indiano e svizzero). Ma Spinelli è disposto a tornare ai precedenti accordi?
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