Il Tirreno

Livorno

Polizia e carabinieri, l’appello ai giovani livornesi: «L’abuso di alcol può costare la vita»

Stefano Taglione
Polizia e carabinieri, l’appello ai giovani livornesi: «L’abuso di alcol può costare la vita»

Questore e comandante dell’Arma sensibilizzano gli adolescenti: «Ripartire alla grande con i comportamenti responsabili»

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LIVORNO. «Il bello di questa città è il divertimento all’aria aperta: riguarda tutti, non solo i giovani. Livorno sta ripartendo alla grande e ripartirà tanto più alla grande con dei comportamenti responsabili». Alla vigilia del primo sabato sera senza il coprifuoco è questo il pensiero del questore Roberto Massucci, che ha appena definito le linee guida per i controlli. Un primo servizio di ordine pubblico si è svolto ieri, dalle 22 alle 2, con polizia, carabinieri, guardia di finanza e municipale mobilitate nelle zone della movida. Mentre stasera, con ancora più persone in città, si replica con l’incognita dell’elicottero del Reparto volo di Firenze, la cui presenza fino a ieri sera non è ancora certa. «Livorno vive una stagione alla quale io come questore plaudo – dice Massucci – perché quando vedo una città che vive di tanti eventi e momenti di socialità com’è oggi, si riattivano i meccanismi economici. È importante fare le cose bene: la responsabilità è collettiva e nessuno deve essere colpevolizzato, tantomeno i giovani. Le famiglie devono parlare con i ragazzi, le persone più grandi dei gruppi giovanili dare l’esempio, mentre i gestori dei locali non devono servire alcolici ai minorenni e a chi è ubriaco».

Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Massimiliano Sole, parte invece dall’incidente di Antignano, con le quattro ragazze su uno Scarabeo ferite dopo lo schianto contro un’auto, per fare una riflessione e un appello: «Ai giovani e ai genitori chiedo: vale la pena compromettersi l’esistenza per un bicchiere di vodka? – chiede – Noto che rispetto a quando era giovane la mia generazione, che cercava di divertirsi con ciò che la società metteva a disposizione, l’alcol era qualcosa di straordinario, sconosciuto per molti di noi. Divertiamoci, ma senza passare da alcol e droghe. Il divertimento deve essere consapevole e col cervello acceso: in questo modo si gode anche di più».

Secondo il colonnello «il periodo di pandemia ha senz’altro compresso tutti i cittadini – continua – e noi, come forze dell’ordine, ci guardiamo bene dal reprimere la ripartenza, ma è chiaro che il divertimento deve avvenire secondo le regole della civile convivenza. Mi ha colpito molto, nell’ultima settimana, l’incidente che ha coinvolto le quattro ragazze in motorino ad Antignano. Tutti noi siamo stati giovani e abbiamo fatto delle ragazzate, ma bisogna comprendere che vi sono dei gesti che si possono pagare anche con la vita. Le forze dell’ordine possono disciplinare, ma l’educazione fa la differenza e quando succedono certi avvenimenti bisogna stigmatizzare e riflettere, portandolo come esempio sbagliato per non ripeterlo». —

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