Gioco
In fila con i primi dieci vaccinati livornesi in farmacia: «È sotto casa ed è più rapido»
In dieci si sono presentati da Farneti per il primo giorno di questa iniziativa: «Gli interessati telefonano e si prenotano, gli appuntamenti all’ora di pranzo»
LIVORNO. Accogliente, facile, veloce e sotto casa: ed è subito tutto esaurito. Parte bene l’iniziativa delle vaccinazioni in farmacia rivolta alle persone nella fascia di età compresa fra 60 e 79 anni che non soffrono di particolari patologie (cioè senza fragilità). Alle 13,30 di venerdì le due sale d’aspetto dell’ambulatorio della farmacia Farneti in viale Carducci, la prima a partire delle dieci livornesi aderenti, sono già piene.
«Iniettiamo Johnson & Johnson, che è unidose, e possiamo avere al massimo due flaconi, dai quali si ricavano 10 dosi a settimana», spiega Francesco Farneti, che per l’occasione ha messo insieme una squadra di quattro persone formata e preparata a dovere, anche per rispondere alle domande dei vaccinandi: un altro farmacista vaccinatore (oltre a Farneti stesso), un medico di famiglia in veste di tutor, e un’altra farmacista. «Chi vuole, telefona e si prenota. Abbiamo scelto l’orario del pranzo perché è comodo per noi e per le persone», precisa il titolare. Il primo dei vaccinati del giorno è Gian Luca Lucarelli: «Cercavo il modo di avere Astrazeneca. Ho chiamato tutti i numeri di telefono e sono andato su ogni sito, ma al Palamodì distribuiscono solo Moderna e Pfizer. E sono preoccupato per eventuali effetti nel lungo periodo. Poi ho letto sul Tirreno di questa possibilità e mi sono prenotato. Il J&J è ancora meglio, sono venuto qui dopo il lavoro e me ne vado contento».
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Per Massimo Musoni e Oretta Pecchioni quella del vaccino in farmacia è l’ennesima avventura in 45 anni di matrimonio: «Sui vaccini se ne sentono di ogni colore, e poi non siamo pratici con la tecnologia. In questo modo siamo stati in gradi di registrarci in modo autonomo, e poi con tutta questa attenzione da parte del personale ci sentiamo più sicuri».
Comoda anche l’esperienza di Ugo Chimenti: «Abito qui vicino, sono venuto a piedi. Ho preferito fare così perché prenotare per telefono per me è più facile rispetto al sito internet». Riccardo Niccolini ha puntato invece sulla rapidità, anche per togliersi un fastidio non da poco: «Viaggio molto per motivi di lavoro, e ogni volta ho fatto non so mai quanti tamponi che ti spingono fino al cervello. Quando ho letto della possibilità di fare il J&J ho preso l’occasione al volo così con un’iniezione sono già pronto, invece di dover fare anche il richiamo». La moglie Tiziana Cherri, che lo ha accompagnato, invece dovrà aspettare: «Io sono andata al PalaModì e sono ancora in attesa della seconda dose».
Le carte vincenti della vaccinazione in farmacia sono quasi tutte svelate. L’ultima la scoprono proprio i “camici” Edoardo Paolini, Federico Ciapparelli, Linda Massarelli e lo stesso Farneti. «Ci chiedono “Ma io questo lo posso fare? E se ho queste patologie? Come si scarica il Green Pass? Cosa posso fare dopo?”», racconta il tutor Ciapparelli, continuando la formazione in affiancamento ai colleghi e rispondendo insieme a loro con precisione a ogni dubbio. Una cura alla persona che è certo più facile da osservare quando si hanno pochi “clienti” rispetto ai grandi numeri dei centri vaccinali, e che si traduce anche in un aiuto pratico nella compilazione dei fogli per il consenso informato e per la stampa di tutta la documentazione necessaria. —
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