Il Tirreno

Livorno

la guerra di carte bollate 

Gara per i bacini, il Tar respinge il ricorso Ok Authority e Benetti

Gli attacchi di Jobson raggruppati una trattazione unificata Una serie di guai e intoppi per un bando avviato sei anni fa  

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LIVORNO. Il Tar ha respinto al mittente il ricorso presentato da Jobson sul fronte dell’affidamento del complesso dei bacini: quello galleggiante e quello in muratura. In realtà, stiamo parlando non di un semplice ricorso singolo bensì della trattazione unificata per raggruppare la sventagliata di iniziative legali a suo di carte bollate con cui la società di riparazioni navali aveva messo nel mirino già da tempo le scelte dell’Authority (e come controinteressata il cantiere di superyacht Azimut Benetti che di fatto ha in mano i bacini in via provvisoria).

Il collegio della seconda sezione (Rosaria Trizzino presidente, Riccardo Giani estensore, Alessandro Cacciari consigliere), dopo aver riunito un poker di ricorsi, ha deciso in parte di respingerli e in parte di dichiararli “improcedibili” (così come il ricorso incidente e i motivi aggiunti) e ha messo sulle spalle di Jobson il pagamento delle spese di giudizio (6mila euro in favore di Azimut Benetti e 4mila all’Authority).

È questo un altro fronte di quella “guerra” (legale) che ha contrassegnato la vita dell’Authority già nell’ultimo anno della presidenza di Stefano Corsini: tanto per il neo-presidente Luciano Guerrieri e per il segretario generale Massimo Provinciali così come per gli operatori economici il ristabilimento di un clima meno conflittuale è forse la priorità numero uno. Sta di fatto che dopo una serie di batoste sul “Pad” (piano attuativo di dettaglio), l’Authority finora ce l’ha fatta a spuntarla in quasi tutte le battaglie campali (legali).

Balza comunque agli occhi il fatto che sta richiedendo tanto tempo la procedura di gara per «l’assentimento in concessione demaniale marittima del compendio dei Bacini di Carenaggio del Porto di Livorno», come recita testualmente l’avviso messo nero su bianco nella primavera di sei anni fa dal Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale. Bisogna dire però che nel mezzo non c’è stata solo burocrazia o ritardi: nell’estate 2015 cede un puntello di sostegno della nave Urana in riparazione nel bacino galleggiante, muore un operaio e si danneggia la struttura. Prima le indagini sul tragico incidente e poi le controversie fra assicurazioni bloccano tutto, senza contare che nel frattempo si trasferisce in altra città il dirigente che seguiva questa vicenda per conto dell’Authority. Da aggiungere che Jobson (ma anche la Lega) nel frattempo denunciano che lo stato di conservazione dei beni è cattivo, anzi pessimo: al punto che vengono pubblicamente denunciati danneggiamenti.

Palazzo Rosciano aveva deciso a marzo, in uno dei ultimi provvedimenti di Corsini, di aggiudicare provvisoriamente la gara a Azimut Benetti ma era stata proprio la giustizia amministrativa a mettere tutto nel freezer dando la sospensiva in attesa di decidere nel merito. L’ha fatto ora: vedremo se gli sconfitti decideranno di ricorrere al Consiglio di Stato —

Mauro Zucchelli

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