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Di Batte: «Neanche avvisati siamo proprio allo stremo...»
livorno. È arrabbiato Nedo Di Batte, uno dei pionieri del centro commerciale Le fate di Collinaia con il suo supermercato Sigma. «Siamo stati due anni a patire le pene dell’inferno – interviene – in una situazione che ci penalizzava sapete quanto. Sembrava quasi dovessimo chiudere tutti, poi ci siamo ripresi. Dopo quasi due anni hanno fatto il taglio del nastro del tratto in pompa magna e quando abbiamo iniziato lentamente a riprenderci i vecchi clienti ecco che...pum...ci hanno richiuso la strada. Senza nemmeno avvisarci. Capisco che i lavori vanno fatti, ma ci potevano chiamare, sia il Comune che Asa. Se ci fossimo confrontati magari avremmo trovato altre soluzioni».
È chiaro che in una situazione diversa una settimana o anche due di lavori – che è bene sottolinearlo di nuovo, sono necessari – sarebbero state vissute in modo diverso: ma dopo tanti mesi di interventi, che in passato hanno portato anche alla realizzazione di una bretella provvisoria, le reazioni sono più dure. E le aspettative sui tempi alte.
«Devo dire – chiosa Di Batte – che due giorni fa sono venuti i tecnici di Asa e hanno cambiato dei cartelli, mettendo bene in evidenza che il centro commerciale è aperto. Ma ci sono anche i lavori sull’Aurelia che obbligano chi viene da Ardenza ad arrivare fino in Banditella per poi tornare indietro e raggiungere il centro commerciale. E se uno resta “fregato” una volta poi non è detto che torni».
«Per questo – sottolinea – chiediamo di fare presto. Vanno fatti i lavori? Ok, ma si capisca che c’è un disagio che arriva da altri disagi, quindi si cerchi di lavorare sempre, anche dopo le 17, anche nei giorni di festa magari incentivando economicamente i lavoratori e organizzando dei turni».
Di Batte chiosa: «Il sindaco merita tutta la nostra stima perché si è dato da fare per questa zona, sono sicuro che soffre questa situazione. Ma come si fa a stare zitti? Fra poco c’è da pagare le bollette, le quattordicesime, i mutui e se non incassi...». «Eravamo già penalizzati – è il suo appello finale – mi auguro che questi lavori non vadano troppo per le lunghe. Se si arrivasse a metà luglio sarebbe un disastro». —
J.G.
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