Il Tirreno

Livorno

Immediata protesta CONTRO LA PROVINCIA 

Ma gli insegnanti dicono no «Una decisione gravissima»

Oggi incontro pubblico in piazza davanti a Palazzo Granducale «Così edifici troppo distanti  e disagi per tutti. Dal 2017 va risolto il problema degli spazi»

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livorno. Promettono (nuova) battaglia dal liceo di via Enriques. Lo fanno con una dura nota che annuncia per oggi alle 16 un incontro pubblico in piazza del Municipio, davanti al loggiato del palazzo della Provincia.

Lo nota – che porta la firma della rappresentanza sindacale unitaria e dei referenti per la sicurezza, Antonietta Di Sabato e Patrizia Nesti – si apre parlando di «gravità della decisione assunta dall'amministrazione provinciale» che con l’incontro di due giorni fa «ha deciso di sistemare alcune classi del liceo in due strutture collocate in via Filzi».

«La necessità di spazi del liceo – sottolineano dall’istituto – è nota da tempo, ufficialmente rappresentata fino dal 2017, ma non ha trovato finora che soluzioni parziali, inadeguate, con scarsi requisiti di sicurezza». Il primo riferimento è chiaramente al trasferimento sfumato nella più vicina succursale del Calafati, che è sempre in attesa di una ristrutturazione importante, ora in fase di progettazione dopo una lunghissima trafila di intoppi e annunci e dopo che la Provincia ha ottenuto un finanziamento da tre milioni di euro.

«Il liceo Enriques – vengono al punto dalla Rsu guardando alla decisione presa per settembre – si troverebbe ad avere nel prossimo anno scolastico tre succursali fra loro distanti, oltre alla sede centrale di via della Bassata, con disagi per lavoratori e studenti e con prefigurazione di orari antididattici che dovrebbero espandersi anche in fascia pomeridiana». Non si capisce infatti come sarà organizzata la rotazione tra i quattro edifici. E va detto che sul piatto c’è anche il tema, non secondario, dei trasporti. Al liceo di via della Bassata studiano infatti anche molti ragazzi in arrivo da fuori città e a quanto risulta la Provincia si è detta disposta ad accollarsi i costi aggiuntivi di eventuali mezzi per aiutarli a raggiungere la succursale di Shangai. Insomma, considerando tempi stretti e lezioni da seguire, non è detto che le tre linee pubbliche dei bus oggi dirette da sud a nord bastino a garantire lo studio ai ragazzi, quindi ci sarebbero altre spese da mettere in preventivo.

«L'operazione – scrivono ancora dal liceo – è stata condotta in totale spregio delle posizioni espresse a più riprese da tutte le componenti della scuola (docenti, studenti, personale Ata, genitori), oltre che dal consiglio d'istituto, senza recepire e mettere a studio la fattibilità di varie ipotesi che sono state prospettate e senza curare gli aspetti di impiego razionale delle risorse e ricerca di ottimale funzionamento di una istituzione che ha compiti primari in materia di istruzione». Così ecco che a chiare lettere la rappresentanza sindacale del liceo «respinge la decisione assunta dalla Provincia» e convoca per oggi un incontro pubblico davanti al palazzo. —

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