Gioco
Le proposte per la Toscana «Limoncino? La Regione fa come Ponzio Pilato»
livorno. Ieri l’uomo simbolo dei Rifiuti zero, Rossano Ercolini, ha raggiunto il centro del riuso di via Cattaneo per presentare insieme al fronte ambientalista una serie di proposte per la “Toscana Rifiuti zero entro il 2030”. In sostanza, guardando più a stretto raggio, una proposta di piano toscano dei rifiuti da discutere con la Regione guidata dal presidente Eugenio Giani.
Nel corso dell’iniziativa ci sono stati anche tre flash su altrettante questioni chiave per Livorno. Il primo sul progetto di bioraffineria all’Eni: Ercolini ha ribadito la netta contrarietà di Rifiuti zero, aggiungendo che «anche il sindaco si è detto contrario e al momento il progetto sembra tramontato». Il secondo riguarda il mancato ricorso della Regione al Consiglio di Stato contro l’apertura della discarica del Limoncino, e qui Ercolini è andato giù durissimo: «Non sta né in cielo né in terra, è una umiliazione per Livorno, in spregio al Parco delle Colline, che la Regione faccia come Ponzio Pilato». «Astenersi – ha ripetuto – vuol dire essere d’accordo, è un momento imbarazzante, bene ha fatto invece il sindaco a presentare ricorso, dimostrando che il problema non è di un partito». Il terzo flash ha invece a che fare con lo stop alla raccolta firme per il referendum deciso in polemica dal comitato promotore, “Oltre l’inceneritore”, che ha denunciato guai con i moduli e boicottaggi da parte della maggioranza di governo. Il presidente di Zero Waste Italy ha sottolineato, in estrema sintesi, che «questa non era una nostra battaglia, i referendum sono utili ma non ce ne era bisogno in questo caso», visto che si sta già andando verso la chiusura dell’impianto.
Intanto, tornando all’iniziativa, Rifiuti zero ha scelto di lanciare da Livorno la proposta di piano regionale non a caso: «Sulla costa, dove si trovano 30 comuni che hanno aderito a Rifiuti zero, la raccolta differenziata supera il 74 per cento» e «la Regione dovrebbe seguire queste eccellenze e non gli insuccessi degli Ato sud e centro». «I toscani meritano la serie A – ha esordito Ercolini – la Regione parta dai territori che stanno facendo meglio, non da task force chiamate a capire come smaltire i rifiuti, come se il problema fosse quello». E se task force deve essere, «non sia di tecnici che la pensano tutti allo stesso modo».
È semmai su come arrivare a produrre meno rifiuti e a riciclarne il più possibile che si concentra l’attenzione. «Chiediamo un tavolo politico di confronto alla Regione», partendo dall’idea che «ormai la strategia Rifiuti zero non è più nella fase pioneristica, ma è una concreta politica industriale».
I punti che vengono messi sul piatto sono: una riduzione del 7 per cento dell'attuale monte rifiuti prodotto in Toscana (2.277.000 tonnellate all’anno); 80 per cento di raccolta differenziata entro il 2025; il 51 per cento di recupero di materiali da sottrarre allo smaltimento anche nella fase di trattamento impiantistico finale; a smaltimento – dicono ancora – andranno non più di 208.000 tonnellate nell’intera Regione da mettere in discarica. Per arrivare dove? «Questo risultato – si legge nella sintesi di piano – può permettere di dismettere in tre anni tutti gli inceneritori della Toscana, a partire da quello del Picchianti che il Comune conferma di dismettere entro il 2023». Guardando soprattutto all’Ato costa si propone poi di «riconvertire in “fabbriche dei materiali” (che recuperino materia e non producano combustibile solido secondario come previsto da Rea a Scapigliato) gli impianti Tmb di Pioppogatto, di Massarosa e di Scapigliato». Questo «permetterebbe di sottrarre dalle discariche almeno il 51 per cento dei flussi sfuggiti alle raccolte differenziate». «Occorre poi completare questi interventi – è l’ultima proposta – con un impianto di recupero di pannolini e pannoloni come realizzato a Treviso».
Infine una frase che sembra segnare un cambio di rotta: «C’è intesa con Livorno, che sarà socio di maggioranza di Reti ambiente, può essere l’inizio di un cambiamento positivo per l’intera regione...». —
J.G.
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